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Ucraina. Mosca e gli insorti accusano: “i golpisti usano bombe al fosforo”

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La Russia ha presentato una bozza di risoluzione sull’Ucraina al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, aggiornata con una ferma condanna dell’uso di munizioni proibite, in particolare le bombe al fosforo, contro i miliziani e le popolazioni insorte delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk. La bozza è stata accolta con “un certo sostegno” alle Nazioni Unite, ha dichiarato Vitaly Churkin, rappresentante permanente della Russia al Palazzo di Vetro: “Durante una breve discussione – ha detto – in seno al Consiglio di Sicurezza, cinque o sei colleghi hanno fatto osservazioni iniziali, hanno espresso un qualche supporto per il progetto, e varie proposte sono state annunciate”.

Tra le altre cose, il documento condanna il bombardamento di civili e di aree residenziali, così come l’uso durante l’operazione militare condotta da Kiev di armi proibite e micidiali come appunto le munizioni al fosforo.
La Convenzione sulle armi chimiche non considera il fosforo bianco un’arma chimica, sebbene alcuni paesi lo facciano perché le conseguenze delle ferite provocate da tali armi sui corpi delle persone raggiunte sono disastrose. Quando il fosforo bianco entra in contatto con la pelle della persona colpita continua a bruciare anche in profondità, fino a raggiungere la massa muscolare e la spina dorsale.

La Russia ha quindi chiesto un’inchiesta internazionale sull’uso di bombe incendiarie nell’est dell’Ucraina da parte delle forze agli ordini del regime di Kiev. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha affermato: “Le informazioni relative all’uso da parte delle forze ucraine di bombe incendiarie e altri tipi di armi non selettive, destano particolare preoccupazione. Tali informazioni hanno bisogno di verifica urgente”.
L’Ucraina ha naturalmente smentito le accuse russe sull’uso di munizioni al fosforo, contro i civili, nella parte orientale del paese dove attualmente sono ancora in corso gli attacchi delle truppe di Kiev contro i volontari che difendono le Repubbliche Popolari. Nei giorni scorsi però gli insorti hanno denunciato che in un villaggio nei sobborghi di Slaviansk, Semenivka, i militari golpisti hanno sparato bombe incendiarie. Successivamente la stampa russa ha scritto che durante il bombardamento potrebbero essere state impiegate munizioni al fosforo che nel villaggio hanno causato numerosi incendi.
Il responsabile per il Ministero degli Esteri russo sui temi dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto Konstantin Dolgov ha già accusato le forze dell’ordine ucraine di usare armi proibite contro i residenti Sloviansk. Ma per Kiev si tratta di “accuse assurde”. “Su alcuni media sono apparse le accuse assurde che i soldati della Guardia Nazionale di Ucraina presumibilmente avrebbero utilizzato, contro i civili, nella parte orientale dell’Ucraina, munizioni vietate al fosforo. Il Comando della Guardia Nazionale nega questa informazione”, ha detto in un comunicato, precisando che “la Guardia Nazionale di Ucraina non ha mai avuto e non ha munizioni al fosforo”.
Ma anche la Tv russa in lingua inglese RussiaToday ha rilanciato le accuse sull’uso di bombe al fosforo nell’Est Ucraina. Secondo RT “i residenti di Slavyansk e dei suoi sobborghi sono stati svegliati durante la notte da quello che dicono erano bombe incendiarie, lanciate sulla loro città dai militari di Kiev. Testimoni e media locali hanno suggerito che le bombe potrebbero essere al fosforo”. Sempre secondo il canale gran parte del villaggio di Semyonovka è stato coperto dalle fiamme nel giro di pochi minuti. I residenti locali hanno detto che il terreno non ha smesso di bruciare per qualche tempo. “Come può bruciare la terra da sola per circa 40 minuti?”, si è chiesto un residente intervistato al telefono. «A partire dalle due del mattino, tutti quelli che ho incontrato accusavano mal di gola e tosse per tutto il tempo. Penso che sia dovuto alla combustione. Temo che proveremo le vere conseguenze più avanti. Ci sono ancora un sacco di persone qui, tra cui molti bambini che ancora non siamo riusciti a mandare da qualche altra parte» ha raccontato un’altra abitante del villaggio attaccato.

«All’apparenza qualcosa di almeno simile, se non proprio lo stesso fosforo bianco, è stata utilizzata nel corso della nottata di giovedì. Ho visto il video e l’ho osservato da vicino… ci sono tutti i segni e gli indizi sull’uso di fosforo bianco. Ad esempio, i fortissimi bagliori legati agli incendi che calavano dal cielo. È stata certo usata un’arma airburst, lanciata da un mortaio o da un aero con equipaggio» ha spiegato a Russia Today Charles Shoebridge, ex ufficiale dell’esercito britannico da poco tornato in patria dopo un viaggio in Ucraina. «Il fosforo bianco non può essere spento con l’acqua» e «brucerà un corpo fino all’osso», ha aggiunto Shoebridge. «Nel caso che se ne usino grandi quantità può essere anche un veleno. Grandi quantità sono in grado di contaminare anche l’approvvigionamento idrico».

Secondo il governo di Kiev dallo scorso 13 aprile i combattimenti nell’est del paese avrebbero causato 270 vittime, tra le quali 14 minorenni e 9 donne. Ma si tratta di un bilancio assai inferiore a quello reale, se si tiene conto dei numerosi morti degli ultimi giorni e del fatto che, solo martedì scorso, i corpi di 50 persone sono stati consegnati alle camere mortuarie nelle regioni Lugansk e Donetsk.

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