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Soldati turchi fraternizzano con l’Isis

Altro che concessione delle basi aeree per i raid contro l’Isis in Siria e Iraq…

Susan Rice, consigliera per la sicurezza di Obama, aveva parlato di “accordo raggiunto” per quanto riguarda l’uso della base di Incirlik in suolo turco da parte dei caccia statunitensi. Ankara ha però immediatamente fatto sapere che non c’è stata alcuna autorizzazione e che non c’è nessun nuovo accordo in merito: «i negoziati continuano sulla base delle condizioni già poste dalla Turchia», ha spiegato una nota del governo Davutoglu.
Nel sud della Turchia l’esercito statunitense utilizza da tempo la base di Incirlik, dove sono di stanza circa 1.500 uomini, ma fino ad oggi gli aerei Usa impiegati nei raid contro l’Isis sono dovuti decollare dalle basi militari di al-Dhafra, negli Emirati arabi uniti, di Ali al-Salem, in Kuwait, e di al-Udeid, in Qatar, dove si trova anche il centro di comando delle operazioni aeree di Washington nella regione.
Da parte sua il presidente Recep Tayyip Erdogan, innervosito dalle continue pressioni da parte dell’Ue e degli Stati Uniti affinché intervenga contro lo Stato Islamico, ha lanciato oggi una filippica contro quelli che ha chiamato i moderni “Lawrence d’Arabia” accusati di creare problemi nel Medio Oriente di oggi.
Il riferimento è all’ufficiale britannico T.E. Lawrence che, durante la prima guerra mondiale, aiutò i ribelli arabi a combattere contro l’Impero ottomano nel deserto. 
Erdogan, che ama rievocare l’eredità dell’Impero ottomano per la Turchia, ha usato la figura di Lawrence per stigmatizzare la tendenza degli occidentali e entrare nel campo di battaglia mediorientale, evidentemente considerato dai turchi come ‘cosa propria’. “Lawrence era una spia inglese travestita da arabo”, ha detto il presidente turco in un discorso all’Università di Istanbul trasmessa in televisione. “Ci sono oggi – ha continuato – nuovi Lawrence volontari, travestiti da giornalisti, uomini di religione, scrittori e terroristi”.

Intanto, alla frontiera nei pressi di Kobane, dove i miliziani del Pyd (organizzazione curdo-siriana gemella del Pkk) tentano di impedire o rallentare l’avanzata dei jihadisti, i soldati di Ankara non si vergognano affatto di farsi fotografare insieme ai jihadisti che tutti dicono di voler combattere. 

Vedi anche: http://contropiano.org/video/item/26877-l-isis-apre-un-consolato-a-istanbul

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