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Colombia: rapito un generale, governo sospende nogoziati con le Farc

Il governo della Colombia ha sospeso i negoziati di pace in corso da due anni esatti a Cuba con la guerriglia marxista delle Farc in seguito al rapimento di un generale dell’esercito nell’ ovest del Paese. Lo hanno annunciato le autorità, precisando che i negoziati saranno sospesi “finchè non saranno chiarite le circostanze del rapimento”.

Il generale Ruben Alzate, come annunciato dal presidente Juan Manuel Santos, è stato rapito durante alcuni scontri avvenuti in una zona rurale nell’ovest del paese.

Nella zona, una regione depressa sulla costa del Pacifico, agiscono diversi gruppi clandestini, tra cui i guerriglieri delle Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia), la principale organizzazione insorgente del Paese, ma anche un altro gruppo guerrigliero di estrema sinistra, l’Esercito di liberazione nazionale (Eln), e varie bande criminali, alcune delle quale legate all’oligarchia che sostiene gli ambienti più reazionari del governo e dell’oligarchia, come quelli rappresentati dall’ex presidente Alvaro Uribe da sempre ferocemente contrario a ogni trattative con la guerriglia di sinistra.

Il capo di stato maggiore, Juan Carlos Pinzon, ha precisato di aver dato istruzioni al ministro della Difesa affinchè “si rechi nel Choco e assuma personalmente la direzione delle indagini su quanto accaduto”. Il presidente Santos ha precisato che il generale aveva “rotto tutti i protocolli di sicurezza trovandosi in abiti civili in una zona rossa”, e ha chiesto chiarimenti al ministro della Difesa. Il generale, Rubén Darío Álzate, comandante del gruppo speciale Tarea Títan (creato alcuni anni fa per combattere i fronti 34 e 57 delle Farc) sarebbe stato rapito insieme al capitano della motovedetta sulla quale viaggiavano e a una consulente dell’esercito, l’avvocato Gloria Urrego, coordinatrice dei progetti speciali dell’esercito. Insieme, erano a bordo di una imbarcazione incaricata di studiare un progetto energetico. Una vicenda per ora dai contorni poco chiari – perché il generale ha insistito per inoltrarsi senza scorta nella giungla in una zona controllata dalla guerriglia e per giunta in abiti civili? – che ha fatto letteralmente imbufalire il presidente Juan Manuel Santos che teme un complotto dell’estrema destra sconfitta alle ultime elezioni ma ancora molto forte nell’oligarchia e nel paese, sostenuta attivamente dalla Casa Bianca e legata ai paramilitari attivi anche nel vicino Venezuela contro il governo di Caracas.

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