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Tsipras riconferma l'”odiato” Varoufakis

La campagna globale era stata possente e avviata dal vicepresidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Quell’epiteto inconcepibile tra “colleghi” con responsabilità pesanti – “dilettante” – aveva dato il là a una pletora di articoli servili (da non dimenticare mai quello molto servizievole di Rampini, su Repubblica) che dovevano servire a rovesciare l’immagine del ministro greco Yanis Varoufakis, facendolo precipitare da rockstar del riformismo anti-austerity a personaggio che il governo greco avrebbe fatto bene a rimuovere al più presto.

E invece l’esecutivo di Atene ha confermato stamattina il proprio completo appoggio al “biker” che insegna economia da due decenni in almeno tre continenti (Europa, Australia, Stati Uniti).

Qualcosa cambierà invece nel resto della squadra dei negoziatori con i creditori internazionali. Il nuovo team – riferisce la stampa locale – è stato deciso in una riunione presieduta domenica sera dal premier Alexis Tsipras.
Oltre queste notizie, girano soltanto le voci più disparate, che presentano il governo greco – a seconda degli interessi particolari – come “pronto alla resa” oppure “irriducibile” su tutta la linea. Ovvio, secondo noi, che non possa essere realistica nessuna di queste due ipotesi limite, perché – per quanto contraddittorio possa apparire – il mandato popolare al governo Syriza, espresso col voto di gennaio, è di far finire l’austerità ma senza uscire dall’Unone Europea e dalla moneta unica. Le oscillazioni, insomma, sono inevitabili come le allergie primaverili.
La voce più realistica parla dellavoro per la stesura di una nuova lista di “riforme”, visto che le due liste precedenti sono state respinte in toto dall’Eurogruppo.Secondo la stampa ateniese ieri Tsipras ha tenuto nella sede del governo una riunione con i responsabili finanziari del suo gabinetto cui hanno partecipato il vice premier Yannis Dragasakis, il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis e il vice ministro per le Relazioni Economiche Internazionali Euclid Tsakalotos.

Secondo fonti citate dal canale TV Mega, tali proposte comprendono: il congelamento delle riforme del settore del lavoro fino a giugno o oltre; mettere un freno ai prepensionamenti; riduzione delle pensioni troppo alte; introduzione di una tassa speciale per gli hotel di lusso in sostituzione dell’aumento dell’Iva sulle isole più turistiche; utilizzo dei fondi provenienti dalle privatizzazioni per sostenere il sistema pensionistico del Paese. 

L’eentuale default della Grecia non è comunque un problema solo per Atene. Secondo la banca d’affari Goldman Sachs, in caso di “Grexit” lo spread dei titoli italiani rispetto ai pari grado tedeschi risalirebbe in un attimo oltre i 400 punti. Quasi come al tempo della cacciata di Berlusconi…

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