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Reduci mussoliniani in gita in Spagna. Con la benedizione dell’ambasciata italiana?

Alcuni diplomatici italiani all’estero sembrano avere il vizietto della nostalgia per il Duce. Dopo il console italiano “fascio-rock” di Osaka (Giappone), Mario Vattani – rimosso dal suo incarico dopo le sue inequivocabili esternazioni musicali ma tuttora membro del corpo diplomatico del nostro paese – ora tocca all’ambasciatore italiano a Madrid Pietro Sebastiani finire nell’occhio del ciclone. 

A lanciare l’allarme sulla vicenda, insieme a pochi media iberici, è stata l’associazione AltraItalia di Barcellona, che già nel 2012 riuscì a far istituire un processo contro i piloti dei caccia italiani che nel 1938 fecero strage di civili – almeno 5000 i morti – durante i bombardamenti su Barcellona ordinati dal duce.
Questa volta a destare scandalo – almeno tra quei pochi che si sono accorti di quanto sta avvenendo, visto il completo disinteresse di quasi tutta la stampa mainstream del nostro paese – è il patrocinio concesso dall’Ambasciata Italiana a Madrid (almeno così dicono le associazioni fasciste spagnole non smentite dalla nostra rappresentanza diplomatica) ad un atto che può essere senza dubbio tacciato di apologia di fascismo.
Tra le varie attività culturali, la sede diplomatica di Roma in Spagna sembrerebbe sponsorizzare anche il tour che i reduci aderenti all’Associazione Nazionale Combattenti in Spagna (l’Ancis) stanno realizzando in questi giorni – come da tradizione – in terra iberica in occasione del 4 novembre, festa delle Forze Armate.
Scopo del viaggio è quello di partecipare all’omaggio che le associazioni fasciste ‘Fondazione Francisco Franco’ e ‘Falange’ (così si chiamava il partito unico fascista del dittatore spagnolo) organizzano durante la prima settimana di novembre ai caduti del corpo di volontari che Mussolini inviò a Madrid nel 1937 per schiacciare la resistenza della Repubblica che si difendeva dal colpo di stato dei fascisti spagnoli già aiutati dai nazisti tedeschi. Secondo quanto si apprende dalle stesse ‘associazioni’ fasciste spagnole e da un comunicato diffuso dall’Ancis, il viaggio in Spagna dei reduci del CTV (Corpo Truppe Volontarie) prevedeva domenica e lunedì scorsi una tappa nei due principali memoriali franchisti presenti nello Stato Spagnolo: il Valle de los Caidos, alle porte di Madrid, e la Cripta di Sant’Antonio, a Saragozza (tra l’altro questa di proprietà del Governo Italiano). Oggi i reduci italiani, accompagnati dai loro camerati locali, dovrebbero visitare l’Alcazar di Toledo per rendere omaggio “agli eroici difensori e al Generale Moscardó”. E per domani è previsto il ‘gran finale’: alle 11.40 tutti al Consolato Italiano a Madrid, in Calle Agustín de Betancour numero 3, per “assistere alla celebrazione per la Giornata delle Forze Armate Italiane e al 97esimo anniversario della Vittoria nella Prima Guerra Mondiale”. 
Che il programma i reduci italiani lo stiano rispettando fedelmente lo dimostra un video, pubblicato su Youtube da uno dei partecipanti, che documenta la fascistissima celebrazione dei ‘caduti italiani e spagnoli’ andata in scena ieri nel refettorio della Chiesa-Mausoleo di “San Antonio de los Italianos”, a Saragozza. L’autore del video, che si firma ‘Legionario Legy’, ricorda che molti dei fascisti italiani caduti durante la Guerra Civile Spagnola sono sepolti proprio nel mausoleo fatto costruire a Saragozza da Benito Mussolini. 
Ai responsabili diplomatici italiani a Madrid e Saragozza e al Ministro Gentiloni chiede spiegazioni una petizione lanciata online da Italia Antifascista, che spiega: “La partecipazione dell’Ambasciata italiana a queste commemorazioni annuali indette dall’A.N.C.I.S. non è affatto nuova, sembra invece il ripetersi di una impune tradizione di apologia del fascismo presso le più alte rappresentanze della Repubblica Italiana in Spagna (…), su cui riteniamo che sia arrivato il momento di fare chiarezza. Facciamo appello quindi all’Ambasciatore italiano in Spagna, sig. Pietro Sebastiani e al Viceconsole onorario a Saragozza, Sig. Massimo Marchetti, affinché rispettino la nostra Costituzione e rispondano al più presto alla nostra richiesta, giustificando (ove possibile) anche gli atti analoghi degli anni precedenti, quando il Sig. Sebastiani ricopriva già la carica di Ambasciatore d’Italia in Spagna ed il Sig. Marchetti quella di Viceconsole onorario”.
In attesa che qualche “autorità competente” – il Ministro Gentiloni, almeno l’ambasciatore italiano a Madrid Sebastiani – dicano qualcosa a proposito dell’intollerabile iniziativa – il patrocinio ufficiale c’è o non c’è? perché invitare i reduci fascisti al Consolato di Madrid per partecipare ad un atto ufficiale? – proprio in questi giorni la Falange spagnola è al centro di una polemica, e di una protesta. 
Gli estremisti di destra iberici infatti non gradiscono la proibizione di esporre “bandiere con simboli fascisti, neazisti, che incitino all’odio oltre a bandiere di partiti politici o che facciano riferimento a culti religiosi” nel corso della partita di calcio, prevista per oggi, tra il Real Madrid e il Paris Saint-Germain. I franchisti non ci stanno e accusano addirittura la direzione del Real Madrid di violare la libertà di espressione impedendogli di sventolare sugli spalti dello stadio il loro triste simbolo. Incredibilmente oggi Enrique Sanchez, segretario della giunta direttiva della nota squadra di calcio, dovrà dichiarare nella sala della Corte Numero Uno del Tribunale di Madrid, che ha – di nuovo, incredibilmente – ammesso la querela spiccata dai neofascisti spagnoli contro il club sportivo perché violerebbe i diritti fondamentali. Al Real Madrid i fascisti chiedono anche 50 mila euro di risarcimento per i ‘danni’ causati dall’inclusione del loro logo – il giogo e le frecce, lo stesso del partito fascista al potere a Madrid per 40 anni – in una lettera inviata ai soci e pubblicata sul proprio sito, nella quale si elencavano i simboli che secondo l’Uefa fomentano l’odio e la violenza nel calcio. 
L’argomentazione dei fascisti spagnoli è che il Real Madrid – e ovviamente l’Uefa – hanno violato l’onorabilità del loro partito, che fino a prova contraria “è stato riconosciuto come legale dal sistema democratico tanto quanto il PP o il PSOE”. 
Invece di rispondere ai fascisti che semmai il problema è che la cosiddetta “riforma democratica” seguita alla morte del dittatore Francisco Franco abbia legalizzato i partiti di estrema destra, i dirigenti del Real Madrid fanno notare che allo stadio non si può neanche sventolare la bandiera dei popolari del PP o dei socialisti del Psoe, e accusano quelli della Falange di cercare solo facile pubblicità.
Non cercano invece pubblicità ma giustizia più di 70 collettivi e associazioni di vittime del franchismo che nelle scorse ore hanno consegnato una lettera/appello a tutti i partiti politici chiedendo il loro riconoscimento giuridico e la creazione di una Procura dedicata esclusivamente alle indagini sui crimini compiuti dai fascisti spagnoli. La lettera, redatta a conclusione di un meeting statale delle associazioni che si battono per la difesa e il recupero della memoria storica e affinché le vittime del franchismo ottengano giustizia, include ben 17 richieste indirizzate ai partiti che il prossimo 20 dicembre si sfideranno alle elezioni politiche generali. Le associazioni chiedono ad esempio l’annullamento della Legge di Amnistia che ha sancito l’impunità dei responsabili politici e militari dei crimini commessi durante il regime, oltre alla dichiarazione di nullità per le sentenze assolutorie nei confronti degli aguzzini emesse durante il franchismo; ma anche lo scioglimento e la proibizione di qualsiasi organizzazione che giustifichi, celebri o fomenti il franchismo, la localizzazione di tutte le fosse comuni dove sono stati sepolti gli oppositori del regime, il riconoscimento del furto di bambini da parte dei gerarchi come problema di cui devono occuparsi le istituzioni statali. Ed infine la chiusura del sacrario del Valle de los Caidos, che omaggia Franco e la dittatura invece delle sue vittime. Lo stesso che i reduci italiani hanno visitato domenica, con la benedizione – implicita o esplicita, ancora non lo sappiamo – del rappresentante del governo italiano.

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1 Commento


  • Mork

    Che schifo… fascisti di merda

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