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Medio Oriente: per chi ha voglia di capire

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Per chi ha voglia di capire, la realtà di ciò che sta accadendo in Medio Oriente è la seguente: destabilizzazione, guerre e distruzione. Basta ripercorrere gli avvenimenti e collegare gli eventi a piacimento. Tutto ciò che verrà ricordato forse ci aiuterà a comprendere la sporca dimensione della demonizzazione praticata contro i popoli oppressi della regione.

Questo è un manuale in punti per capire e forse comprendere le dinamiche delle alleanze in quella martoriata regione, troppo vicina a noi per ignorarla.

1. Storicamente, le guerre non sono un fine, ma il mezzo per il controllo e l’egemonia sui mezzi di produzione e sulle fonti di energia che sono la chiave dell’economia globale.
2. Le guerre del ventesimo secolo ruotavano intorno ai giacimenti di petrolio in Medio Oriente.
3. Nel 1992 l’Europa ha firmato l’accordo di Kyoto, che obbliga gli Stati a ridurre l’inquinamento atmosferico.
4. Ciò richiede che si trovi un’alternativa al petrolio, che sembra in diminuzione a causa del declino della quantità di riserve globali; inoltre l’inquinamento causato dal consumo di petrolio infrange l’accordo di Kyoto, e pertanto non incentiva l’acquisto da parte delle potenze europee.
5. Il gas o la cosiddetta “energia pulita” è l’alternativa vincente, che sarà la chiave per controllare l’economia mondiale.
6. La Russia occupa il primo posto nella produzione mondiale di gas: 430 miliardi di tonnellate all’anno; seguono Iran, Qatar e Turkmenistan.
7. Per gli Stati del mondo, in particolare quelli europei, l’importazione di gas equivale all’installazione della Russia sul trono del pianeta e alla morte clinica degli Usa.
8. Gli Usa hanno cercato un rimedio, con l’accordo, insieme a diversi paesi, sulla costruzione di un gasdotto conosciuto come “Nabucco”, che porterà il gas turkmeno (quarta potenza a livello mondiale) attraverso il Mar Caspio e l’Azerbaigian, la Turchia e l’Austria, senza passare per la Russia; in tal modo la Russia sarà nella morsa del collare del Nabucco, sostenuto dagli Stati Uniti e protetto dalla NATO.
9. La Russia ha risposto con la forza del diritto, dimostrando che il Caspio è un lago e non un mare, il che significa impedire al Turkmenistan la messa in posa del gasdotto attraverso di esso. Non solo: la Russia ha anche comprato tutto il gas turkmeno e azerbaigiano, con contratti a lungo termine, il che significa che i paesi che dovevano finanziare il progetto occidentale “Nabucco” sono nella morsa dei russi.
10. L’America rinuncia al gas turkmeno e cerca un nuovo finanziatore per il progetto Nabucco, che è il Qatar (terza potenza mondiale), attraverso la costituzione di un altro gasdotto (Qatar – Arabia Saudita – Giordania – Siria – Turchia – Europa).
11. Nel 2009 il Qatar e la comunità internazionale hanno provato a convincere Assad per consentire il passaggio del gasdotto del Qatar attraverso il territorio siriano, ma Assad ha rifiutato perché avrebbe compromesso gli alleati russi.
12. Nello stesso anno, l’Iran firma un accordo con Iraq e Siria per un gasdotto che passi dall’Iran attraverso l’Iraq, poi in Siria, poi in Turchia, per alimentare il progetto Nabucco e l’apertura al mercato europeo, e così ridurre le sanzioni e avere una carta di pressione nei negoziati sul nucleare. Ma il problema è che il gasdotto iraniano e quello del Qatar, se questo riesce a costruirlo, si incrociano nella periferia di Homs.
13. Ora, il regime di Assad, che rifiuta la costruzione del gasdotto di Stati Uniti – Qatar, è diventato un ostacolo che deve essere rimosso, al fine di realizzare il sogno del Qatar di rifornire l’Europa di gas, e quello degli Stati Uniti, determinati a battere il mercato del gas russo, l’avversario tradizionale.
14. Nel 2010 si incendiano le strade siriane contro il regime al potere; Qatar, Stati Uniti e Occidente finanziano gruppi di opposizione per rovesciare Assad e realizzare il progetto del secolo. I russi sostengono Assad per sopravvivere ed evitare la realizzazione del condotto concorrente del Qatar, gli iraniani stanno sostenendo Assad per i loro comuni interessi nella regione e per il gasdotto, interessi che si spegneranno per sempre, in caso di sconfitta, a favore delle potenze del Golfo.
15. Erdogan sostiene il progetto di Qatar/Usa, al fine di ottenere la fiducia e quindi avvicinarsi a realizzare il sogno turco di entrare nell’UE. Erdogan è il vincitore in tutti i casi: i tre progetti (Russia, Qatar, Iran) passano attraverso la Turchia, che quindi sarà il crocevia del gas asiatico per l’Europa. Qui va sottolineata l’oscillazione delle sue alleanze tra le forze in conflitto, per raccogliere un maggior numero di guadagni.
16. Il conflitto in Siria non accetta compromessi: la vittoria dei russi è la sconfitta degli americani, significa la loro morte a livello internazionale, e la vittoria degli americani e del Qatar significa accerchiamento della Russia, colpita sotto la cintura nel bene più caro che hanno, il gas. Pertanto, l’opzione della guerra, per indebolire l’uno o l’altro, potrebbe essere la soluzione per imporre la volontà del vincitore.
17. La guerra ha bisogno di combustibile da entrambe le parti, e le parti non sono disposte a indebolire i loro eserciti e le loro strutture militari; così sono andate alla guerra per procura.
18. I paesi del Golfo praticano una settaria mobilitazione takfiri sotto le parole d’ordine di sostenere la Sunna e sbarazzarsi dell’ingiustizia dell’alawita Assad, e gli iraniani praticano mobilitazione settaria sciita a sostegno di Assad e per le dimensioni del pericolo takfiri in Siria e nella regione, e qui si incontrano le parti.
19. La propaganda iraniana e dei paesi del Golfo è riuscita a deviare la “lettura” della guerra a livello mediatico da guerra per il gas a guerra confessionale.
20. La questione siriana è divenuta la questione del secolo, e il vincitore dominerà il mondo; per questo nessuna delle parti in conflitto è pronta a rinunciare e a lasciare il ring; sembra che le cose rimarranno così come sono per un tempo indeterminato.
21. Finiremo in una devastante terza guerra mondiale? o ci sarà un accordo tra le parti per aprire nuovi orizzonti per loro, ma a danno di un altro popolo, cui toccherà la stessa morte passata sul Levante e in Iraq per tanti anni?
22. Il confessionalismo in Siria è un confessionalismo economico, basato su due dottrine in contrasto fra loro, pur legate alla questione del gas, una occidentale, il progetto Nabucco, e il suo rivale russo. E prevarrà chi si aggrappa di più al suo progetto di gasdotto.

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