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Yemen: a fine 2019 oltre 230.000 morti. Uccisi con armi europee

Ancora guerra in Yemen. Ancora morti. Prosegue una delle guerre meno mediatiche di sempre, che però sempre guerra è. I morti sono veri, la devastazione anche. Lo scontro che dal 2015 insanguina il paese arabo, e che vede le forze filo governative appoggiate da Arabia Saudita e petromonarchie opporsi alle forze Huti fedeli all’ex presidente Saleh (sostenute da Iran ed Hezbollah), è ormai lo scontro più violento e sanguinoso attivo in Medio Oriente. Eppure se ne parla pochissimo.

Perchè? Ne abbiamo parlato spesso, anche recentemente (http://contropiano.org/news/internazionale-news/2019/05/10/armi-francesi-nella-guerra-in-yemen-le-eterne-menzogne-di-macron-0115309) ma giova sempre ricordare il livello di ipocrisia che raggiunge la comunicazione quando non si devono toccare interessi o alleanze. Non se ne parla perchè l’Arabia Saudita è un nostro alleato, e non si può parlar male degli alleati. Nemmeno se ammazzano civili e bambini senza starci troppo a pensare. Non se ne parla perchè molte delle armi che ammazzano civili e bambini gliele abbiamo vendute noi: come italiani, come europei, come “occidentali”.

L’Arabia Saudita è uno dei migliori acquirenti di armamenti per tante industrie nazionali: quella inglese, quella francese, la nostra.

Non lo diciamo solo noi, lo dicono decine di inchieste giornalistiche: ormai le rispettive classi dirigenti nemmeno fanno finta.

E’ di poche ore fa la notizia del tentativo da parte di alcuni attivisti francesi di bloccare la partenza di una nave dal porto di Le Havre. Piena di armi, la nave saudita stava tornando a casa. “Non abbiamo le prove che saranno utilizzate in Yemen” è stato l’ipocrita commento del ministro della difesa Florence Parly. E dove le deve usare, le armi, l’Arabia Saudita?

Ve lo spieghiamo: secondo un rapporto delle Nazioni Unite, se la guerra in Yemen proseguirà fino a fine del 2019 – e al momento non c’è nulla che indichi il contrario – si potrebbe raggiungere la cifra di 233.000 morti. Molti di questi sono bambini, o comunque civili. Ecco dove sono utilizzate le armi che vendiamo all’Arabia Saudita.

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