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Un ricordo di Monika Ertl

12 maggio 1973, un brutto giorno: l’uccisione di Monika Ertl, la donna che vendicò Che Guevara.

Onore a questa donna … giù il cappello compagni e compagne!

Il 12 Maggio 1973 venne uccisa in un infame agguato dalla polizia boliviana la compagna Monika Ertl militante dell’ELN boliviano passata alla storia per aver vendicato il Che uccidendo l’ufficiale dei servizi segreti boliviani Quintanilla Pereira all’interno del consolato boliviano di Amburgo, il 1 Aprile 1971. Colui che oltre ad ammazzare Ernesto Che Guevara, gli amputò le mani!

La Ertl, allora trentaquattrenne, si presentò al consolato per chiedere un visto e per parlare col console Quintanilla Pereira. Quando si trovo davanti all’assassino del Che la Ertl non esitò un momento sparò tre volte lasciando tre fori nel suo petto a forma di “V” e un biglietto sulla scrivania con su scritto “victoria o muerte”, simbolo dell’Esercito di Liberazione Boliviano.

Sparò con una pistola procuratagli da Giangiacomo Feltrinelli attraverso la rete internazionale della sinistra rivoluzionaria, una Colt Cobra 38 Special.

Monika rimase una combattente senza tomba caduta nella giungla. E nonostante riti e miti della guerra fredda, né a Cuba né nell’ Urss, né nella Ddr né nell’ultrasinistra occidentale, le furono mai intitolati una scuola, un monumento o un manifesto.

In un cimitero di La Paz, si dice che riposano “simbolicamente” i resti di Monica Ertl. In realtà non sono mai stati consegnati a suo padre, forse perché erano evidenti i segni di dolorose torture. I suoi appelli furono ignorati dalle autorità.

Questi rimangono in qualche posto sconosciuto del paese boliviano. Giacciono in una fossa comune, senza una croce, senza un nome.

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