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Il Tribunale del Lavoro a Trenitalia: reintegrate Bruno Bellomonte

 

Ieri il ferroviere Bruno Bellomonte ha vinto la causa intentata contro Trenitalia per il reintegro sul suo posto lavoro dal quale era stato ingiustamente licenziato.
A dare la bella notizia nel pomeriggio di ieri è stata “A manca pro s’indipendentzia”, l’organizzazione della sinistra indipendentista sarda di cui Bellomonte è militante. Il ferroviere, che lavorava come capostazione nello scalo ferroviario di Sassari, era stato licenziato da Trenitalia dopo quasi un anno passato in carcere con la ingiustificata accusa di essere coinvolto nei preparativi di un attentato in occasione del G8 che doveva tenersi a La Maddalena.
Trenitalia ne aveva disposto il licenziamento con la scusa che Bellomonte non si presentava al lavoro (!) visto che era stato rinchiuso prima in una cella del carcere di Viterbo e poi in un altro in provincia di Catanzaro.
Ma nel processo celebrato a Roma nel novembre del 2011 il dirigente indipendentista é stato assolto con formula piena da tutte le accuse, perchè “il fatto non sussiste”. E ieri un’altra vittoria, con il Tribunale del Lavoro di Roma, presieduto dal giudice Massimo Pagliarini che ha accolto il ricorso d’urgenza presentato dall’avvocato Pierluigi Panici, intimando a Trenitalia di reintegrare il ferroviere sul suo posto di lavoro e sanzionando l’illegittimo licenziamento avvenuto il 21 aprile del 2010, ben prima che sulla vicenda del presunto attentato a La Maddalena la giustizia facesse il suo corso (la legge prevede la sospensione cautelativa e non il licenziamento in caso di procedimento giudiziario in corso).
La notizia è stata accolta in Sardegna da festeggiamenti sia tra i compagni di A Manca sia tra i colleghi della stazione di Sassari, che in questi anni si sono costantemente mobilitati per sostenere la battaglia per l’assoluzione di Bellomonte e contro il suo licenziamento. Una sentenza che la dice lunga sull’importanza dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che una vergognosa trattativa tra governo Monti e sindacati concertativi sta di fatto smantellando, e che lascia ben sperare anche per i casi di altri licenziamenti operati da Trenitalia contro ferrovieri e macchinisti – Sandro Giuliani, Dante De Angelis e Riccardo Antonini – che si sono dedicati a denunciare la mancanza di sicurezza nel trasporto su ferro. 
Nei giorni scorsi anche il collettivo di hacker-attivisti che si firma Anonymous si era schierata a favore del reintegro di Bellomonte, mandando giù per alcune ore di siti di Trenitalia

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