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Ilva. Nazionalizzare per salvare lavoro e salute

Il caso Ilva è stato al centro di un convegno del Forum Diritti Lavoro, dell’Unione Sindacale di Base e della Rete 28 aprile-Cgil, dal Comitato No Debito tenutosi ieri a Taranto presso l’hotel Mercure .
Il convegno, si è tenuto significativamente a ridosso dell’udienza della Corte Costituzionale sul decreto “Salva-ILVA”, prevista per il prossimo 9 aprile, ed in prossimità del referendum consultivo sull’ILVA indetto nella città di Taranto il 14 aprile.
L’incontro ha inteso trattare i temi dei diritti dei lavoratori e dei cittadini partendo dalla realtà lavorativa dell’ILVA e dal forte scontro in atto, il decisivo problema della salute e del risanamento del territorio e la nazionalizzazione dell’Ilva quale strumento per affrontare e risolvere strutturalmente le tante difficili situazioni di crisi che coinvolgono le aziende nel nostro paese.
Le tematiche relative in particolare alla salute ed alla sicurezza sui luoghi di lavoro e le prospettive industriali ed occupazionali dell’Ilva sono state il tema sul quale sono ruotate le varie relazioni. Per Lorenzo Semeraro (Usb): “Noi non siamo dichiaratamente per la chiusura dello stabilimento, ma certamente la situazione deve mutare. Sosteniamo ampiamente la Magistratura ed il varo fin qui condotto, e chiediamo che lo Stato si faccia carico della situazione anche arrivando a rendere nuovamente pubblico lo stabilimento siderurgico almeno fino al risanamento ambientale”.
Oggi l’Usb ha partecipato con una propria rappresentanza alla manifestazione contro l’inquinamento che snodatasi per le vie del centro: “Forse percorriamo strade parallele – afferma Semeraro – ma il principio del risanamento ambientale e del rispetto della Magistratura è Comune”.
Migliaia di persone hanno preso parte nella mattinata di oggi all’iniziativa di protesta che i tarantini hanno voluto mettere in piedi nel centro della città alla vigilia del pronunciamento della Consulta sulla legittimità costituzionale del decreto “Salva-Ilva” e ad una settimana dal referendum consultivo del Comune di Taranto.
Il corteo che ha attraversato la cittadina è stato molto eterogeneo ma compatto nel sottolineare che la situazione ormai è al limite. La notizia di pochi giorni fa, che parlava della “chiusura” del cimitero dei Tamburi, dove sono state bloccate le sepolture a causa dell’inquinamento eccessivo del terreno, testimonia il grado di contaminazione dell’habitat.

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