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San Raffaele. Usb: “La lotta paga e fa bene a lavoro e servizi”

Dopo mesi di lotte, di arroganza da parte dell’amministrazione, che fino a ieri perseverava nel muro contro muro; dopo una trattativa durata 17 ore , è stato siglato all’alba di questa mattina l’ipotesi di accordo per il San Raffaele.

Salvi i posti di lavoro: reintegrati – e non riassunti, come voleva l’azienda – i 64 lavoratori che avevano ricevuto le lettere di licenziamento e bloccati gli ulteriori 180 licenziamenti.

Respinta la deroga al contratto (articolo 8); respinto il passaggio al contratto della Sanità privata.

Diminuite le decurtazioni salariali, già attuate da gennaio scorso da parte aziendale, con un taglio che si applica esclusivamente al salario accessorio ed è minore di quello richiesto dall’azienda, con decurtazioni più pesanti applicate a chi che negli anni ha accumulato elargizioni ad personam.

Ritirati inoltre tutti i pesanti provvedimenti disciplinari, emanati dall’amministrazione nei confronti dei lavoratori che nel corso delle lotte avevano superato le ore di assemblea previste.

L’ipotesi di accordo verrà sottoposta all’assemblea dei lavoratori, che dovranno decidere se ratificarlo o meno in vista dell’incontro con la Regione Lombardia, fissato per il prossimo 16 maggio.

L’USB sottolinea che, ancora una volta, la lotta paga e fa bene ai posti di lavoro e alla qualità dei servizi. Se fosse stato per Cgil, Cisl e Uil, che oggi cantano vittoria per l’esito della trattativa, l’odierna ipotesi d’accordo non ci sarebbe mai stata, dato che da subito quelle organizzazioni sindacali avevano accettato tutte le richieste dell’amministrazione, proposto cassa integrazione e contratti di solidarietà, invitato i lavoratori a votare sì ad un referendum inaccettabile e, da ultimo, revocato lo sciopero dell’8 maggio scorso.

Solo attraverso la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici, e di chi come l’USB ha sempre dato loro ascolto e sostegno, è stato possibile il risultato odierno e salvaguardata la possibilità di conquista dei diritti e del salario futuri.

L’USB manterrà alta la vigilanza, anche in attesa della presentazione a giugno del bilancio del San Raffaele. Nel caso in cui non venga dimostrato inequivocabilmente il buco nei conti dichiarato dall’amministrazione, che ha portato ai licenziamenti, i lavoratori e le lavoratrici saranno nuovamente in prima fila per riottenere il salario attualmente decurtato.

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