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Benevento: appello dall’Episcopio Occupato

Da circa 20 giorni abbiamo occupato uno stabile privato in Via Episcopio a Benevento, appartenente ad una nobile novantenne multiproprietaria, e dopo diverse mobilitazioni il Sindaco del Comune di Benevento appartenente al Pd, Fausto Pepe e il Prefetto Ennio Blasco si rifiutano di avviare una trattativa degna di questo nome.Lo stabile in questione risulta abbandonato dal terremoto del 1980 e sullo stesso esiste un contenzioso tra la proprietaria e il comune stesso, che nel 2009, in cambio di terreni firmò un protocollo d’intesa con il quale si impegnava a prendere in fitto gli appartamenti per 60000 euro l’anno. Dopo aver ottenuto i terreni il Comune non concluse il contratto ed ora la proprietaria chiede 3500000 euro di risarcimento per la riqualificazione del palazzo all’epoca dei fatti compiuta a sue spese. A Giugno si concluderà il contenzioso e il comune sarà costretto a pagare il debito contratto che andrà ad accumularsi agli oltre 30 milioni di debiti per il quale lo stesso ha aderito al salva enti che si è tradotto in tariffe elevatissimi per i cittadini, svendita del patrimonio comunale, tagli ai servizi sociali. I costi della riqualificazione dello stabile di Via Episcopio dunque saranno pagati dai cittadini e poi lo stesso sarà rivenduto appartamento per appartamento ottenendo lauti profitti.Avevamo chiesto al Comune di Benevento di avviare una trattativa con la proprietà dello stabile ma il sindaco ha declinato l’invito. L’unica magra concessione sarebbero due immobili comunali abbandonati e degradati che verrano AFFITTATI alla Caritas per sei mesi e che la stessa Caritas dovrà ristrutturare a sue spese per poterli affidare in comodato alle famiglie. Abbiamo chiesto l’applicazione della legge regionale 18 del 1997 relativa alle emergenze abitative ma lo stesso Sindaco continua a sostenere la non esistenza di un emergenza abitativa e nel mentre lo dichiarava ha fatto sgomberare nello stesso giorno un’altra famiglia che spontaneamente aveva occupato un alloggio comunale vuoto.Abbiamo più volte chiesto l’anagrafe delle utenze per verificare se ci sono famiglie che occupano alloggi Iacp pur non avendone diritto, andando a stanare i casi di politica clientelare che la giunta Pepe a stampo Pd ha alimentato in questi anni. La giunta in questione, con il Sindaco Pepe in testa è la più indagata d’Italia. Esistono al momento svariate inchieste sull’operato degli amministratori, che soltanto con i senza casa e le classi deboli diventano difensori della legalità.Mentre le famiglie beneventane sono sempre in maggiori difficoltà e impossibilitate a pagare fitti esorbitanti la stessa giunta Pd si appresta a discutere ed approvare il piano casa che prevede 32 progetti di edilizia privata e l’housing sociale che di sociale ha soltanto il nome. Tutti sanno che l’housing sociale non è altro che una nuova manovra di speculazione edilizia  e cementificazione del territorio compresa una delle parti più storiche della città di Benevento: Santa Clementina. Più di 400 alloggi destinati alla vendita verranno costruiti nella città di Benevento, dove l’edilizia residenziale pubblica è invece ferma da oltre 30 anni. La giunta Pd-Sel pensa alla costruzione di 400 alloggi che nessuno potrà acquistare in un territorio dove è in aumento il tasso di disoccupazione e povertà e dove ,stando ai dati di Cgil, Cisl e Uil, siamo in recessione già da diversi anni, mentre per le famiglie povere che non possono nemmeno pagare l’affitto l’unica risposta è la repressione ed il muro contro muro. Da 20 giorni di occupazione, l’uniche risposte provenute dal sindaco Pepe sono state le stigmatizzazioni per gli atteggiamenti poco consoni delle famiglie in occupazione ma intanto una sola soluzione non è stata proposta. Se le soluzioni politiche stentano ad arrivare non si fermano invece le minacce e le azioni repressive ad opera della stessa giunta con l’avvallo della stessa Sel che con un consigliere comunale sostiene ancora questa maggioranza.Pochi giorni fa una famiglia in occupazione è stata minacciata da un’assistente sociale riguardo l’affidamento dei figli a causa della sua presenza in occupazione come ha dimostrato una nostra registrazione del colloquio. Oggi invece lo stesso Comune ha inviato operatori della società Gesesa che gestisce il servizio idrico (la cui presidenza sarà data proprio al partito di Sel nei prossimi giorni) per effettuare il sigillo al contatore. Gli operatori sono stati mandati via ma è probabile che domani verranno con le forze di polizia a compiere l’ennesimo atto intimidatorio. Di certo la nostra lotta non si ferma alle intimidazioni ma facciamo appello a tutte le realtà che si battono per il diritto all’abitare e le realtà dell’autorganizzazione sociale a sostenere la nostra battaglia e non lasciarla nel totale isolamento, strategia messa in atto dalle istituzioni, da parte della stampa locale e dai partiti.Facciamo appello a costruire una rete di solidarietà e sostegno all’Episcopio Occupato e a far pressione affinchè il problema abitativo non sia gestito come mera questione di ordine pubblico. 

Il Movimento di lotta per la Casa di Benevento annuncia già da adesso la sua adesione alla giornata contro gli sfratti del 10 Ottobre e alle giornate di mobilitazione del 18 e 19 Ottobre.

Qui siamo e qui restiamo!Episcopio OccupatoMovimento di Lotta per la Casa

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