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No al lavoro nei giorni festivi. L’8 dicembre azioni di lotta in molte centri commerciali

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In una lettera inviata all’Anci (l’associazione dei sindaci) e al presidente della commissione attività produttive della Camera dei deputati, l’Usb comunica che: Il prossimo 8 dicembre l’Usb Lavoro Privato ha promosso una mobilitazione nazionale sotto lo slogan “L’Otto io lotto”, in difesa del diritto al riposto domenicale e festivo, per rivendicare condizioni di lavoro e salariali più giuste per tutti i lavoratori del commercio e della grande distribuzione. Nella lettera si indicano i templi commerciali dove si svolgeranno le azioni di lotta contro il lavoro festivo dell’8 dicembre. Le iniziative si terranno all’interno e all’esterno di alcuni centri commerciali di Roma (centro commerciale ROMAEST), Firenze (centro commerciale I Gigli), Bologna (Ipercoop Centro Lame), Milano (centro commerciale SARCA), Napoli, Bari (centro commerciale Mongolfiera Santa Caterina), Catanzaro ed a Schio in provincia di Vicenza (Supermercato Coop). La Usb da tempo denuncia la schiavitù e l’inutilità della liberalizzazione degli orari e del lavoro nei giorni festivi. “Considerato l’impatto negativo apportato dal decreto Monti, noto come “Salva Italia” che ha completamente deregolamentato gli orari di apertura degli esercizi commerciali, e il proliferare di centri commerciali che progressivamente stanno deturpando le nostre città, con i conseguenti riflessi su circa due milioni di lavoratori del settore e su milioni di cittadini, tenuto conto del ruolo che le SS.VV. esercitano sulle politiche del territorio e delle competenze legislative in merito alla regolamentazione degli orari degli esercizi commerciali, la scrivente O.S. chiede l’avvio di un tavolo permanente per esaminare le problematiche del settore e ricercare soluzioni positive per i lavoratori e per la cittadinanza”.

 

Il 3 luglio scorso la Usb aveva manifestato in piazza dal Pantheon a Montecitorio contro il lavoro nei giorni festivo “liberalizzato” dal governo Monti e trasformatosi – di fatto – in una schiavitù per migliaia di lavoratrici e lavoratori (soprattutto per le donne) ma anche in una mazzata contro le piccole aziende commerciali “Le mirabolanti promesse di crescita occupazionale, all’indomani del decreto Monti, si stanno traducendo oggi in chiusure di migliaia di imprese piccole e grandi che non reggono la concorrenza, le nuove assunzioni nella Grande Distribuzione Organizzata sono rimaste lettera morta e si sono tradotte in aumento di carichi di lavoro degli occupati e già precarizzati lavoratori dei centri commerciali” denunciava la Usb.

I fatti sembrano dargli ragione. A Bologna l’apertura di un nuovo centro Ipercoop viene celebrato affermando che porterà “700 posti di lavoro” ma una inchiesta con vedute più ampie ha certificato che ne distruggerà 1.200 nel comprensorio intorno al nuovo tempio commerciale. Tre mesi prima si erano tenute delle “lezioni di Costituzione” davanti ad alcuni centri commerciali, mentre a giugno a Roma un corteo di lavoratori e attivisti avevano attraversato l’enorme centro “Porte di Roma” in occasione della festività del 28 giugno.”L’80% dei lavoratori del commercio e della grande distribuzione sono donne. Il lavoro nei giorni festivi sta rendendo loro la vita sociale e familiare impossibile, tra l’altro con contratti part time e precari e con salari bassissimi che occupano tanto tempo e restituiscono pochissimo reddito” denuncia la Usb che intende fare dell’8 dicembre qualcosa di più di una semplice giornata di protesta.

 

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