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Lazio. Continua la mobilitazione sui fondi europei

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Iniziata la discussione sui Fondi Europei in Regione. Usb: il partenariato è finto, ma questa volta vigileremo con attenzione su tutto quello che faranno!

È cominciato ufficialmente oggi il processo di partenariato sull’utilizzo dei Fondi europei per la Regione Lazio per il periodo 2014-2020. L’Usb è stata convocata all’assemblea plenaria nella quale è intervenuto il governatore Zingaretti, ed ai tavoli tecnici sulla gestione del FESR, quelli per le infrastrutture

“All’incontro Zingaretti si è presentato con una minestra già cotta – dichiara Lutrario dell’Usb di Roma e Lazio – concordata con una serie di associazioni imprenditoriali e sindacali nei mesi scorsi, attraverso un processo di cui si è data notizia solo negli ultimi giorni. La chiamano “concertazione decidente” ma in realtà si tratta di un processo decisionale escludente al quale partecipano solo i soliti noti, protagonisti in questi anni del disastro della gestione dei fondi europei”.

“La giunta ha esposto un piano di utilizzo dei fondi che mette al centro, a parole, il tema dell’innovazione – ha proseguito Lutrario – ma in realtà la sola innovazione alla quale si fa riferimento è quella tecnologica. In un tessuto di imprese in gran parte fatto di micro aziende (il 95% delle aziende del Lazio ha meno di 10 addetti) questo piano non potrà che impattare su alcune aziende medio grandi. Hanno deciso di investire moltissimo sulla competitività del sistema imprenditoriale (il 22% dell’intero budget) ma non si è chiarito su quali settori si punta e perché. Non c’è alcuna attenzione specifica al sistema pubblico della ricerca, che costituisce una caratteristica unica della nostra regione. Si parcellizza la discussione di partenariato sui Fondi FESR, rimandando a un secondo momento non determinato quella sui Fondi sociali FSE, in completo contrasto con le indicazioni che vengono dall’Europa di agire in modo integrato”.

“In questo modo le vere priorità della lotta alla disoccupazione ed alla povertà vengono messe drammaticamente in secondo piano – prosegue Lutrario. Parte dei fondi FESR si sarebbero potuti utilizzare per l’emergenza abitativa ma la giunta si è voltata dall’altra parte. Né c’è alcuna strategia vera riguardo all’occupazione che miri intanto ad evitare nuova disoccupazione nelle aziende di utilità sociale, nella ricerca, nel mondo dell’istruzione. La stessa grande attenzione alle nuove tecnologie non può che produrre una ulteriore contrazione del fabbisogno di manodopera e questo dovrebbe comportare un’azione integrata che ne tenga conto”.

“La vera novità questa volta – conclude Lutrario – è che la Regione subirà una rigorosa attenzione dal basso. Esiste un Codice di condotta sul partenariato al quale la giunta è obbligata ad attenersi. Lo spazio di controllo che Usb si è conquistata e che spetterebbe a tantissime realtà associative del territorio servirà a render trasparente quello che ancora si vuole tenere opaco.

Federazione regionale Unione Sindacale di Base

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