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Corteo e sciopero all’Ast di Terni

Ore 15 davanti allo stabilimento della Thyssen di Terni suona la sirena per l uscita dei lavoratori aderenti allo sciopero di tre ore indetto dalle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) di fabbrica.

I lavoratori cominciano a uscire, molti ancora in tuta di lavoro, caschetti in testa e bicicletta comemezzo di mobilità, economica e utile anche per atrraversare i lunghi viali interni dello stabilimento.

Alla partenza, dietro lo storico striscione “Consiglio R.S.U. Acciai speciali Terni”, circa 100/120 lavoratori. Il corteo comincia ad attraversare le strade della città sotto un sole cocente, ma nonostante l’afa andrà ingrossandosi strada facendo.

La situazione è molto critica e si legge nelle facce cupe dei lavoratori, specialmente dopo le dimissione dell’amministratore delegato Marco Pucci, conosciuto da anni dai lavoratori. Al suo posto, inviata dalla direzione centrale, la nuova amministratrice Lucia Morzelli, anticipata dalla sua fama di “tagliateste” per quanto fatto nello stabilimento Berco (industria metalmeccanica) di Ferrara; dove con un intervento di “razionalizzazione” ha messo fuori, licenziati, 700 su 1.600 senza batter ciglio (http://www.blitzquotidiano.it/economia/la-berco-scopre-le-carte-700-licenziamenti-previsti-258155/).

Nel corteo anche i lavoratori delle esternalizzate, che stanno subendo per primi un duro attacco. Come alla Rigato (http://contropiano.org/articoli/item/21409), estromessi dal lavoro con annullamento dei tesserini di entrata e i cassintegrati che da dicembre non hanno ricevuto ancora un soldo.

Giorni scorsi hanno subito la stessa sorte i 25 lavoratori della “industria e servizi” che sono costretti a salire sulla torre per chiedere risposte alle ragioni per la loro estromissione…imboniti a scendere dalle promesse del Prefetto, totalmente disattese (http://contropiano.org/lavoro-conflitto/item/24957-terni-due-operai-si-sono-arrampicati-sulla-torre-dell-acciaieria).

In un anno e mezzo sono scomparsi 250 posti di lavoro delle ditte terziste della TK.

La cosa più grave, che preoccupa molto i lavoratori, è l’annuncio fatto dalla multinazionale, che intende presentare il piano industriale a fine Luglio-Agosto; quando la fabbrica è di fatto ferma e in un momento di scarsa attenzione nell’opinione pubblica. C’è infatti consapevolezza dei lavoratori sul fatto che è sempre d’estate che i padroni presentano le loro peggiori fregature.

Il corteo arriva sotto palazzo Spada il Comune di Terni, in massa ci si presenta durante una riunione del consiglio, sospesa per l’incontro urgente con i lavoratori.

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Dopo 40 minuti circa di incontro con il sindaco, R.S.U. e delegati escono ancora piu cupi e preoccupati di quando erano entrati. Consapevoli che il richiamo fatto al semestre italiano nell’Unione Europea, con la promessa di far pressione su Renzi per salvaguardare le eccellenze della produzione metalmeccanica italiana, potrà far ben poco nei confronti della multinazionale tedesca.

Un ulteriore e ferma consapevolezza da parte dei presenti è che bisogna convincere tutti i lavoratori, specialmente quelli non presenti, che “nessuno ha i piedi in caldo”; che questa volta il posto di lavoro è veramente in pericolo, per tutti.

Le diciotto si avvicinano rapidamente e finiscono le tre ore di sciopero… I delegati R.S.U. vengono avvisati dalla direzione della fabbrica che, dopo la manifestazione, il nuovo amministratore delegato Lucia Morelli vuole presentarsi e conoscerli…  Sicuramente non per dare buone notizie.

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