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Reggia di Venaria (Torino): fumata nera dopo l’incontro col direttore

Ancora nessun accordo fra il lavoratori “esternalizzati” della Reggia di Venaria e la dirigenza del polo sabaudo.

Questa mattina i lavoratori e le lavoratrici di Venaria iscritti ad USB sono scesi nuovamente in piazza per rivendicare i loro diritti a seguito degli annunciati tagli nel nuovo appalto per assegnare i servizi essenziali al funzionamento della Reggia, fiore all’occhiello del polo turistico piemontese. Tagli incomprensibili, se si considera che il flusso di visitatori alla Reggia è in costante aumento e che già in passato sono stati operati diversi tagli.

Il presidio convocato davanti al Comune di Torino si è ben presto tramutato in un corteo che ha raggiunto la sede dell’assessorato regionale alla cultura, per chiedere a gran voce all’assessora Parigi un incontro, che lei stessa aveva promesso la settimana scorsa. Grazie alla presenza del presidio una delegazione dei lavoratori ha potuto incontrare nel pomeriggio non solo la Parigi ma anche il Direttore della Reggia Mario Turetta.

L’incontro però si è risolto con un nulla di fatto, visto che per Turetta il bando va benissimo così com’è e l’assessora Parigi non è andata oltre generiche dichiarazioni di principio. Domani al Consiglio Regionale due differenti mozioni (presentate dal Movimento 5 Stelle e da SEL) impegneranno la maggioranza sulla questione, ma è difficile aspettarsi poco più che generiche dichiarazioni di impegno. Noi ci limitiamo ad osservare che nel 2012 il PD torinese chiedeva di risolvere la situazione di precarietà e disagio salariale dei lavoratori esternalizzati della Reggia di Venaria in capo alle cooperative Copat e alla Rear e nel 2014 nominava Mauro Laus (già presidente dalla Rear) presidente del Consiglio Regionale del Piemonte. Tu chiamala, se vuoi, coerenza…

Abbiamo intervistato Enzo Miccoli di USB Lavoro Privato subito dopo l’incontro con Turetta e Parigi.

CONTROPIANO: stamattina grazie al presidio convocato da USB avete ottenuto un incontro con il direttore della Reggia Turetta, alla presenza dell’assessora Parigi. Raccontaci come è andata

MICCOLI: Innanzitutto lasciatemi dire che l’incontro si è svolto solo grazie alla nostra determinazione e al fatto che abbiamo praticamente occupato la strada sotto l’assessorato, perché il modo in cui il Consorzio e la Regione si vogliono sottrarre allo stillicidio di licenziamenti comunque già annunciati è vergognoso. Non c’è un vero e proprio esito, perché purtroppo sono confermate le peggiori prospettive per i lavoratori. Il consorzio e la ragione dicono che questo bando di gara è stato fatto in un’ottica di razionalizzazione del servizio, che dal loro punto di vista coinciderebbe anche con una crescita dei ricavi, che è poi quello che interessa agli azionisti della Reggia di Venaria. È un luogo di cultura che viene visto come una grande azienda, e come tutte le grandi aziende procede al taglio del personale per la massimizzazione dei profitti. Non hanno negato né il fatto che comunque non tutti i lavoratori verranno riassunti, né il fatto che il monte ore sia garantito e hanno glissato con disinteresse sul fatto che 103 lavoratori con le rispettive famiglie vedono ridursi le loro prospettive di lavoro. Questo segnala il decadimento di quanto si può ottenere per le vie politiche oggi e quanto invece si può ottenere con la rivendicazione diretta, organizzata del conflitto, che è l’unico spiraglio che i lavoratori hanno per ottenere qualcosa.

CP: a questo punto cosa pensate di fare?

MICCOLI: continueremo a percorrere le strade già intraprese. Avevamo previsto un mese di mobilitazioni fino all’apertura delle buste (che sarà il 3 maggio, ndr), che proseguirà. Faremo sicuramente uno sciopero, anche se limitato dalle nuove discipline restrittive di stampo vetero-fasciste. Ci faremo sentire come fatto fino ad oggi.

CP: quali sono le vostre rivendicazioni?

MICCOLI: noi chiediamo in primis il ritiro di questo bando e una sua riformulazione che tenga conto delle condizioni dei lavoratori, ossia il mantenimento dello status quo occupazionale e di orari. Allo stesso tempo chiediamo che il consorzio sia disponibile, cosa che ad oggi ha negato, ad un confronto che porti ad una contrattazione vera con i lavoratori che operano dentro la Reggia.

CP: che porti anche ad un’assunzione diretta da parte del Consorzio dei lavoratori e le lavoratrici ad oggi esternalizzati?

MICCOLI: certo, continuiamo a rivendicare l’assunzione diretta come facciamo da 8 anni, anche se il vento politico è del tutto contrario, visto che prevede semmai di esternalizzare ancora di più. Questa è una battaglia difficilissima che bisogna portare avanti crescendo di forze.

 

Redazione Contropiano Torino

 

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