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Inps. La “semplificazione” di Boeri prevede ben 46 direttori generali

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Boeri e Cioffi riorganizzano smentendo annunci di tagli e semplificazioni

Domani, 9 giugno, nella riunione dell’Ufficio di presidenza sarà presentato il nuovo Ordinamento delle funzioni centrali e periferiche dell’INPS.

Nonostante gli annunci di tagli e semplificazioni, il numero delle posizioni dirigenziali di livello generale è addirittura superiore rispetto al precedente modello organizzativo.

Era il 23 gennaio di quest’anno quando il direttore generale Massimo Cioffi, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, annunciava che, in pieno accordo con il presidente Tito Boeri, entro maggio avrebbe ridotto il numero dei direttori centrali dagli attuali 48 a 10.  Un drastico intervento, giustificato con l’esigenza di semplificare e concentrare la macchina organizzativa, lamentando la difficoltà di “lavorare con 48 dirigenti centrali che rispondono tutti al direttore generale”.

Il giorno precedente, alla riunione con i dirigenti generali dell’INPS, il direttore generale aveva assicurato che nessuno avrebbe perso il posto. Insomma, un Cioffi tagliatore di teste a beneficio della stampa ed uno molto più accorto ad uso interno.

Dopo sei mesi e numerosi rinvii, domani verrà portata all’approvazione una proposta organizzativa che prevede 46 posizioni di livello dirigenziale generale, esattamente 2 in meno di quelle stabilite in precedenza dal Commissario Vittorio Conti (con la determinazione N. 118 del 17 luglio 2014), con una sforbiciata assai ridotta rispetto a quella annunciata a gennaio. A ben guardare, il numero delle posizioni dirigenziali di livello generale addirittura aumenta rispetto al precedente modello organizzativo. Infatti, nelle 48 posizioni dirigenziali generali previste da Conti erano compresi 13 progetti a termine, mentre le posizioni strutturali erano 35. La proposta che sarà esaminata domani azzera i progetti e prevede invece 46 posizioni destinate a rimanere tali nel tempo. (in allegato l’elenco delle 46 posizioni).

La prima osservazione dell’USB è relativa alla parcellizzazione delle competenze, ad esempio per quanto riguarda l’attuale direzione centrale Entrate, le cui funzioni con il nuovo Ordinamento sono suddivise in tre distinte direzioni centrali. Scompare invece la direzione centrale Vigilanza, prevenzione e contrasto all’economia sommersa, sacrificata sull’altare del neo Ispettorato nazionale del lavoro. Scompaiono anche le direzioni centrali Convenzioni internazionali e comunitarie e Posizione assicurativa, quest’ultima assorbita dalla direzione centrale Pensioni.

Balzano agli occhi invece alcune nuove posizioni dirigenziali di livello generale, come la Segreteria tecnica, il Servizio agli utenti, la Sede virtuale. Sarà interessante conoscere le funzioni specifiche assegnate a quegli uffici per capire come mai sia necessario affidarne la direzione a dirigenti di prima fascia.

Il nuovo Ordinamento appare inoltre molto conservativo nel numero di posizioni dirigenziali generali previste, a dispetto delle aspre critiche mosse da Boeri e Cioffi all’attuale modello organizzativo, mentre non convince dal punto di vista dei contenuti professionali, con rischi di caos funzionale.

A fronte di tutto ciò, l’USB domanda se fossero necessari il famoso economista della Bocconi e il capo del personale dell’Enel per produrre una simile proposta: nessun imbarazzo da parte di Boeri e Cioffi?

Infine una riflessione sulla procedura di assegnazione degli incarichi: prevarrà il tentativo del presidente di esautorare il ruolo del direttore generale affidando ad una commissione esterna la valutazione dei candidati o sarà mantenuto l’attuale Regolamento d’organizzazione che prevede che il presidente attribuisca gli incarichi su conforme proposta del direttore generale? E si continuerà ad utilizzare l’art. 19, comma 6 del D.Lgs 165/2001 affidando incarichi dirigenziali generali ad esterni (attualmente sono tre) ritenendo che tra i dirigenti dell’Istituto non vi siano le professionalità necessarie?

L’USB chiede che gli organi di controllo intervengano prima che sia troppo tardi.

 

 

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