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Fercam di Caorso: tir contro il picchetto, rischiata la tragedia

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Durante il blocco dei tir uno dei padroncini ha ricevuto l'ordine dell'azienda Fercam di partire nonostante il picchetto dei lavoratori .Una dinamica che non è affatto nuova e che si ripete invece, come successo davanti alla GLS di Piacenza a settembre, quando Abd Elsalam è stato assassinato.
I lavoratori sono riusciti ad evitare l'investimento ma sono stati feriti. Uno dei lavoratori che è stato lasciato a casa da Fercam, è stato aggredito dal padroncino con un bastone di ferro
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“Durante uno sciopero davanti a un’azienda logistica di Caorso un tir ha tentato di investire i lavoratori che erano in presidio, l’autista del mezzo ha ricevuto l’ordine di partire nonostante la presenza dei manifestanti. Una dinamica simile a quella che abbiamo denunciato davanti alla GLS di Piacenza a settembre, quando il nostro compagno Abd Elsalam è stato assassinato. Fortunatamente questa volta i lavoratori sono riusciti ad evitare l’investimento ma alcuni sono stati feriti. Durante i fatti uno dei presenti, che è stato lasciato a casa dall’azienda, è stato anche aggredito dall’autista, padroncino del tir, con una mazza di ferro”. La denuncia è del sindacato USB Emilia Romagna.

“È evidente la gravità assoluta di quello che è accaduto, ancora una volta i padroni aggrediscono i lavoratori che lottano per i propri diritti!” continua la nota.

Secondo il sindacato, il gruppo che controlla l’azienda in questione ha deciso di assumere attraverso una nuova cooperativa solo una parte dei lavoratori del magazzino di Caorso lasciandone fuori altri: “Non solo i lavoratori da circa tre mesi non hanno ricevuto il pagamento degli stipendi, ma oggi, nonostante l’apertura del magazzino, vengono lasciati a casa. Questo anche grazie alla complicità di CGIL CISL UIL che non hanno chiesto alcuna garanzia di mantenimento dei posti di lavoro oltre che per i lavoratori diretti dell’azienda, anche per chi, assunto attraverso l’uso selvaggio delle cooperative, si è spaccato la schiena nei magazzini per anni. Ancora una volta, la crisi la pagano i lavoratori, e se si organizzano e lottano la risposta è la violenza e l’arroganza padronale. La USB continuerà la mobilitazione a tutela dei diritti dei lavoratori”.

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