Menu

E’ morto il compagno Cataldo Di Napoli “Aldo”

2985 visualizzazioni

 

Questa notte di ha lasciato Cataldo Di Napoli, Aldo per tutti noi.
La sua sofferenza era cominciata molti anni fa con un infarto ed era poi proseguita con un cancro a cui le cure non hanno saputo far fronte. In questi giorni si stava sottoponendo ad una nuova terapia che però il suo cuore malandato non ha retto.
Aldo lo abbiamo incontrato tantissimi anni fa nelle lotte dei disoccupati organizzati della seconda metà degli anni ’70. Entrato al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale proprio grazie alle lotte dei disoccupati, aveva poi aderito all’RdB in cui ha portato tutta la sua competenza in materia di sicurezza sul lavoro conducendo, senza mai smettere, lo scontro, interno ed esterno all’amministrazione, per incrementare gli sforzi ispettivi e contro ogni omissione nel colpire i responsabili degli omicidi sul lavoro. Aldo è stato sempre un punto di riferimento importante per molti dentro e fuori il suo luogo di lavoro.

Aldo ha condiviso e sostenuto con forza la scelta di costituire la USB, ed è stato dirigente nazionale prima della RdB e poi dell’USB. L’ultimo Congresso lo aveva recentemente riconfermato nel Consiglio Nazionale pur se le sue condizioni di salute non gli avevano consentito di partecipare al congresso e non consentissero di immaginare un suo rientro attivo nel sindacato. Un atto dovuto ad un militante politico e sindacale storico.
Ma Aldo non era semplicemente un sindacalista. Aldo era un compagno, un militante e un comunista forte delle proprie idee e della propria cultura proletaria costruita nella sua amata Calabria, capace però di ascoltare e di discutere delle proprie posizioni senza settarismi e chiusure ma con disponibilità e molta saggezza.

Che la terra ti sia lieve Aldo, compagno nostro
Le nostre lotte continueranno ad essere anche le tue.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

2 Commenti


  • franco ligiori

    ciao Cataldo


  • Salvo Schiavone

    Compagno e collega fin dai tempi del collocamento, prima a Ostia, poi a Roma.
    Ci eravamo sentiti in una lunga telefonata poco prima del congresso e la sua rabbia era l’impotenza di riuscire a “stare meglio” per partecipare.
    Ciao Aldo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *