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Il 13 con gli studenti, contro l’Alternanza e la CGIL che la pratica

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Il 13 ottobre sarà una giornata di mobilitazione nazionale degli studenti contro l’Alternanza scuola lavoro. La FLC-CGIL ha diffuso un comunicato a sostegno della giornata.

Alcuni giorni fa, però, presso la sede della Cgil di Monza, in Via Premuda, è stato presentato il progetto di alternanza scuola-lavoro che coinvolgerà circa 200 ragazzi a partire dal prossimo ottobre. Tre sono gli istituti brianzoli che prenderanno parte all’iniziativa della CGIL: l’Europa Unita di Lissone, il Martin Luther King di Desio e il Majorana di Cesano Maderno. Iniziative simili della Cgil si stanno diffondendo in tutta Italia. Come giudicare un comportamento così scorretto e ipocrita? Sostenere la lotta degli studenti a parole, usare gli studenti come manodopera gratuita nei fatti? Non possiamo che usare la parola “vergogna” verso un sindacato come questo. 

Diciamo chiaramente all’universo studentesco del 13 ottobre che non saremo in molte delle piazze con loro, perché la presenza della Flc Cgil rende impossibile qualsiasi adesione ad iniziative di piazza in cui gli sfruttatori (la Cgil) e gli sfruttati (gli studenti) siano gli uni accanto agli altri in silenzio, svuotando e depotenziando i contenuti di quella lotta e di quella manifestazione. Le bandiere USB saranno presenti a fianco degli studenti in quelle piazze in cui dal movimento studentesco sia venuta una netta opposizione alla Cgil, che sfrutta nelle sue sedi il lavoro minorile; e anche lí, se troveremo la Cgil, non accetteremo di manifestare al loro fianco, perché siamo convinti che un sindacato realmente dalla parte dei lavoratori come l’USB, che il 10 novembre sciopererà contro le politiche europee e del governo italiano che includono l’annichilimento della scuola pubblica, non possa stare nella stessa piazza con chi queste politiche avalla e spesso ispira.

Invitiamo i movimenti studenteschi di tutta Italia a rifiutare la presenza della CGIL alla manifestazione e a prendere le distanze da chi conduce una politica sindacale doppiogiochista, opportunista e indiscutibilmente impresentabile

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