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I licenziati Gls: “resteremo sul tetto fino al 25 aprile, sarà la nostra Resistenza”

La protesta dei facchini GLS di Piacenza non si ferma: gli operai sono sul tetto dello stabilimento di Montale da lunedì 15 aprile, per protestare contro il licenziamento di 33 lavoratori per ritorsione da parte dell’azienda.

I 33 ISCRITTI AD USB LICENZIATI DA GLS SONO SUL TETTO DEL MAGAZZINO DI PIACENZA.UN ATTO ESTREMO PER RIVENDICARE UN DIRITTO FONDAMENTALE: IL LAVORO.UNA FORMA DI LOTTA RADICALE CONTRO UN PROVVEDIMENTO INGIUSTO E TUTTO POLITICO.Piacenza, 16 aprile 2019I licenziati da GLS hanno scelto una forma di lotta molto radicale ed estrema per protestare contro una misura estrema che vivono come estremamente ingiusta.La società SEAM, la fornitrice di servizi nell'hub piacentino della multinazionale della logistica li aveva licenziati perché “troppo conflittuali”, infatti i 33 iscritti ad USB avevano dato corpo ad un ciclo di lotte e scioperi tendenti ad ottenere condizioni di sicurezza sul posto di lavoro dopo che erano stati aggrediti in 3 da un “caporale”.Si trattava solo dell'ultimo di una serie infinita di episodi di aggressione e violenze subite nel magazzino.Quello che comincia a palesarsi è il fatto che questo pretestuoso licenziamento plurimo per motivi disciplinari ha fatto da apripista ad una dichiarazione di esubero per altri 54 lavoratori.Vogliono intimidire i lavoratori e il loro sindacato per far passare misure di ristrutturazione che tagliano posti per aumentare profitti.Hanno fatto male i loro calcoli, e la risposta dei 33 licenziati è nel segno della più ferma determinazione.USB è al loro fianco e chiede l'apertura di un tavolo di confronto per riportare i licenziati al lavoro, per ridare serenità e sicurezza ad un magazzino nel quale il lavoro non manca.USB LAVORO PRIVATO SETTORE LOGISTICA

Pubblicato da USB Logistica su Martedì 16 aprile 2019

Nella conferenza stampa tenuta questa mattina davanti alla sede GLS, con la partecipazione di Aboubakar Soumaoro, dell’esecutivo nazionale dell’USB, è stato ribadito che la mobilitazione continuerà fino a che la multinazionale non si siederà al tavolo con i lavoratori e i loro rappresentanti, che chiedono il reintegro dei licenziati.

Il lavoro degli operai della GLS ha consentito a tutta la filiera di fatturare miliardi, USB si appella quindi alla cittadinanza e alle istituzioni per chiedere appoggio alla lotta per il lavoro di 33 padri di famiglia. La protesta continuerà a mettere al centro il lavoro e a ribadire che i lavoratori non possono essere considerati un dispositivo “usa e getta”. Andremo avanti se necessario anche fino al 25 aprile, per trasformare la notte della festa della Liberazione dal fascismo in una notte di lotta e resistenza.

 

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