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Inizia adesso la marcia dei braccianti Usb di Foggia e delegazioni da altre parti d’Italia per andare a depositare un mazzo di fiori per ricordare la morte ingiusta di 16 braccianti, morti esattamente un anno fa, mentre ritornavano dal lavoro con propri mezzi di emergenza stremati dalla fatica per pochi euro al giorno. Basta schiavitù.

I berretti rossi dell’Unione Sindacale di Base hanno marciato questa mattina nelle campagne del Foggiano, sulla provinciale 105, nell’anniversario della morte in un incidente stradale dei 4 braccianti che tornavano da una giornata di duro lavoro. Fu il primo atto di un massacro che in 48 ore contò la perdita di 16 giovani vite sulle strade della provincia.

Nel loro ricordo e in quello di tutte le vittime del lavoro un centinaio di braccianti, con delegazioni provenienti da Piemonte, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, hanno marciato dal 19° al 21° chilometro della Sp 105 sorreggendo uno striscione con la scritta “Braccianti agricoli USB in marcia per i diritti sindacali e sociali”. Il corteo ha deposto fiori e berretti rossi sul luogo in cui hanno perso la vita Aladjie Ceesay, Ali Dembele, Moussa Kande e Amadou Balde.

In un’assemblea tenuta prima della marcia è stato deciso di dare vita a una grande iniziativa a novembre, in cui braccianti, contadini e consumatori uniti manifesteranno a Roma davanti al Parlamento per rivendicare i diritti di chi oggi tiene in vita la filiera agricola, totalmente esposta allo strapotere della Grande Distribuzione Organizzata, che fa il bello e il cattivo tempo incurante della dignità e della vita delle persone, e alle vessazioni del caporalato e della criminalità. 

L’obiettivo è ottenere impegni concreti da una politica che finora ha solo balbettato impegni vaghi e confusi, spesso contraddittori e sempre privi di effetti sulle condizioni di lavoro, abitative e sociali dei braccianti. 

 

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