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Firenze, muore d’infarto dopo l’arresto

Riccardo Magherini stava dando in escandescenze in una pizzeria, sono intervenuti quattro militari. Ricostruzioni constrastanti, una testimone: «Lo colpivano con dei calci sulla pancia». Domanil’autopsia.

Era preda di un attacco di panico, Riccardo Magherini. Aveva quasi sfondato la vetrina di una pizzeria di Borgo San Frediano, a Firenze, e strappato il cellulare ad uno dei commessi: «Mi vogliono sparare, fammi chiamare la polizia», avrebbe detto. Sul posto sono arrivati i carabinieri, ne è nato un parapiglia, l’uomo è finito a terra. Lo tenevano giù. Lui ha smesso di urlare e di dimenarsi. È morto così, d’infarto mentre lo stavano arrestando. La chiamata al 118 è partita all’1 e 23 di questa mattina, martedì 4 marzo. Alle 2 e 45 Riccardo è stato dichiarato deceduto. Nella giornata di domani, come disposto dal pubblico ministero Luigi Bocciolini, avrà luogo l’autopsia sul suo corpo. Si indaga, ma nel fascicolo aperto in procura non ci sono indagati, almeno per il momento.
I fatti parlano di un cadavere e quattro militari feriti, ma con prognosi lievi: tra i due e i dieci giorni di prognosi… Contrastanti le testimonianze: per alcuni i carabinieri «hanno fatto quello che dovevano fare» e l’intervento è apparso del tutto legittimo. Ma altri hanno visto una scena diversa, tra questi Bianca Ruta, 26 anni, studentessa, che ha assistito alla scena dalla finestra di casa sua. «La prima pattuglia non è riuscita a fermarlo – ha dichiarato a Repubblica –, così sono arrivati altri due carabinieri e alla fine ci sono riusciti. Era su un fianco, ho visto chiaramente tre di loro che lo colpivano con alcuni calci in pancia. Non credo sia morto per questo, ma sono cose che non devono succedere. Andrò alla polizia a denunciare i fatti».
Il comando provinciale dei carabinieri ha già stilato una relazione con la ricostruzione dei fatti: Magherini aveva passato la serata insieme ad alcuni amici, avevano mangiato tutti insieme in un ristorante della zona. Rimasto solo, sostengono, l’uomo ha perso il controllo: forse una crisi di panico, forse le conseguenze dell’assunzione di antidepressivi. Ha cominciato a urlare, svegliando mezzo quartiere. I primi due militari si sono presentati davanti a lui con le mani in alto, cercando di calmarlo. Lui avrebbe reagito con veemenza, e così sono intervenuti altri due uomini in divisa. E Riccardo è morto poco dopo. Suo padre, Guido – dirigente sportivo, un passato da calciatore di Milan e Palermo – non riesce a trovare una spiegazione di quanto successo: «È morto d’infarto in circostanze da chiarire. Abbiamo già preso contatto con un medico legale che prenderà parte all’autopsia. Solo dopo decideremo se presentare una denuncia». Il fratello di Riccardo ha fotografato il corpo: il volto sarebbe segnato da alcuni graffi, forse causati dall’impatto con l’asfalto, è ancora presto per trarre conclusioni. Riccardo Magherini è morto a quarant’anni, lascia una moglie e un figlio di due anni.

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