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Imputati, in aula. Comincia il processo per l’omicidio Uva

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Ammesse le telecamere in aula, i testimoni saranno ascoltati a novembre. L’avvocato Ambrosetti: «La Corte vuole fare in fretta»

A sei anni dalla morte di Giuseppe Uva, comincia finalmente il processo per il suo omicidio. Sul banco degli imputati, due carabinieri e sei poliziotti che dovranno rispondere di accuse gravi: omicidio preterintenzionale, abbandono d’incapace, arresto illegale e abuso d’autorità.

La Corte d’Assise di Varese, presieduta dal giudice Vito Pignonica, ha stabilito che i primi testimoni saranno ascoltati in aula il prossimo 14 novembre. Ammessi all’interno dell’aula le telecamere di Raitre e i microfoni di Radio Radicale, che potranno così documentare gli sviluppi processuali del caso.

Come parti civili, sono stati ammessi i soli parenti di Giuseppe Uva ma non l’associazione “A Buon Diritto” del senatore Luigi Manconi che pure si è occupata di questo caso e di altri episodi di malapolizia.

La prima udienza è andata oggi in scena davanti a un folto pubblico composto, tra gli altri, dagli attivisti di Acad (Associazione contro gli abusi in divisa) e vari parenti delle altre vittime italiane di malapolizia, tra cui Domenica Ferrulli e  Paolo Scaroni, che subì un violento pestaggio da parte della celere a Verona, qualche tempo fa. Presente anche Alberto Biggiogero, che la notte del 14 giugno 2008 fu arrestato insieme a Giuseppe Uva e condotto anche lui in caserma dove, sostiene, sentì il suo amico urlare, mentre gli agenti lo picchiavano. Si è fatto vedere anche Gianni Tonelli, del Sindacato autonomo di polizia, già noto alle cronache per la vicenda degli applausi agli agenti condannati per l’omicidio di Federico Aldrovandi.

«Siamo soddisfatti dall’esito di questa prima udienza – ha detto a Contropiano l’avvocato Fabio Ambrosetti – il fatto di aver fissato la prossima udienza a breve vuol dire che la Corte vuol fare le cose in fretta. A noi basterebbe una condanna degli agenti in primo grado, almeno per dimostrare che quella notte, nella caserma di via Saffi, Pino Uva venne peccato».
Per tutti i reati contestati agli imputati, ad eccezione dell’omicidio preterintenzionale, i termini per la prescrizione scadranno il 15 dicembre del 2015.

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