Menu

Militari rambo? Anche in Sicilia, contro i No Muos

Gentile redazione di Contropiano,

vi scrivo per niente sorpreso a seguito del vostro articolo sul militare Rambo protagonista della storia alla stazione della metro.

Sono un attivista del movimento No Muos di Niscemi, vi siete occupati spesso della nostra lotta e dunque credo di poter saltare le premesse. Da alcuni mesi in contrada Ulmo, a Niscemi, diverse pattuglie di militari italiani hanno affiancato gli agenti di polizia nel “controllo del territorio”. Già considero particolarmente grave che si utilizzino i soldati nella gestione dell’ordine pubblico, in qualunque occasione. Ancor di più quando c’è da sedare una lotta sociale. Con la scusa dell’operazione “strade sicure” il ministero degli interni ha distaccato diversi mezzi e uomini nei pressi della base NRTF di Niscemi, all’interno della quale sorge il Muos.

Dopo anni di lotte l’impianto satellitare è stato posto sotto sequestro dalla magistratura, sequestro confermato anche dalla Cassazione. Considerata la mole e l’importanza dell’impianto, costruito dentro una riserva naturale,  si tratta di uno dei casi di “abusivismo edilizio” più gravi ed eclatanti nella storia di quest’isola.

Basterebbe questo per rendere palesi le omissioni delle forze di polizia che si sono succedute nel corso degli anni. Ed era la stessa polizia che scortava gli operai all’interno del cantiere nonostante l’atto di revoca delle autorizzazioni e nonostante il sequestro. Dunque nessuno tra gli agenti si è mai accorto che, proprio sotto il loro naso, si stava costruendo un impianto del genere? Per di più con l’ausilio di ditte considerate vicine agli ambienti mafiosi e prive del certificato antimafia.

L’unico motivo, ammesso dalla stessa magistratura, per cui si è arrivati al sequestro dell’opera è da ritrovarsi nella buona volontà degli attivisti, disposti ad ogni ora del giorno e della notte a vigilare sull’opera e sulle violazioni commesse dagli Usa.

Come spesso accade la questione Muos è stata trattata dal governo come una mera questione di ordine pubblico. Migliaia gli agenti ogni anno impiegati in quella vallata lontana dal centro abitato e un solo obiettivo: gli attivisti.

Volendo sorvolare sulle centinaia di denunce pendenti sulle nostre teste ci tengo a sottolineare come il distaccamento delle forze militari in contrada Ulmo rappresentano un ulteriore tassello della militarizzazione, non solo straniera, che sta invadendo l’Italia. La loro capillare presenza pone non pochi problemi in termini di libertà di movimento e azione, dunque l’impossibilità di poter contestare un’opera abusiva e di morte. Un fatto ormai assodato che, se fossimo in altri contesti , non esiteremmo a definire colpo di stato o regime di polizia.

Distinti saluti

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *