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Una serata movida davvero… Una testimonianza

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Le cariche di Torino hanno stupito tutti, tanto che nemmeno i Gasparri o i Salvini sono riusciti stavolta a trovare parole di encomio per il comportamento della polizia. Segno che gli input arrivati dalla piazza torinese sono arrivati trasversalmente a tutte le organizzazioni e comitati elettorali, di ogni schieramento. Una manganellata di massa, contro chiunque passasse in quel momento in piazza Santa Giulia, ha colpito gente che la pensa in modo molto diverso, ma che ha trovato un punto comune esplicitato – con qualche preoccupazione anche dal quotidiano locale, La Stampa – in uno sloga che è anche un sentimento popolare: via la polizia!

Dopo le cronache e le analisi, ci sembra importante ascoltare la viva voce di chi, in quelle ore, in quella piazza c’era. L’intervista è stata realizzata da Radio Città Aperta.

Ne parliamo con Viola, della nostra redazione proprio del capoluogo piemontese. Ciao Viola, buongiorno.

Buongiorno.

Tu ieri sera ti trovavi nella zona intorno a piazza Santa Giulia, dove è avvenuta tutta la questione. Giusto?

Sì. Io ero in piazza Santa Giulia, sono arrivata più o meno circa verso le 20.30, anche perché io abito lì vicino. Ho trovato la piazza completamente blindata, nel senso che c’erano almeno 10 blindati e diverse volanti, almeno cinque o sei in tutta la piazza, che quindi – sia da via Giulia di Barolo, sia dall’altra parte – era chiusa. Le persone che man mano entravano alcune venivano identificate dalla polizia, in questa situazione di stallo in cui la polizia continuava a spostarsi da una parte all’altra della piazza, cercando ovviamente la provocazione. Era chiaro che fosse proprio una mossa strategica di provocazione della polizia, anche se tutto questo, in teoria, secondo la lettura della questura e del comune, deriverebbe dall’operazione antimovida e antialcool che segue il decreto dell’Appendino già di due settimane fa. Un’ordinanza in cui si dice che non si può consumare alcool dopo le 20 fuori dai locali, a seguito dei fatti di piazza San Carlo, dove a causa dei vetri per terra e delle bottiglie di vetro si sono ferite 1500 persone, e una donna è morta schiacciata dalla folla in fuga.

 

Hai citato i fatti di piazza San Carlo, il 3 giugno; di conseguenza, una stretta sull’alcol con l’ordinanza che ne limita il consumo al di fuori dei locali. Un’ordinanza che, in realtà, è diffusa in molte città d’Italia, compresa Roma in alcuni periodi dell’anno… Eppure non si vede un collegamento diretto con la necessità di una presenza così forte della polizia in piazza…

Infatti è questa la cosa strana, ed è questo a cui il Comune e la questura stessa sono chiamati a rispondere… Perché per fare delle multe e cercare di far rispettare questo decreto, di sicuro non serve una mobilitazione di così tanti blindati, volanti, con la polizia in assetto antisommossa, per fare le multe… Quindi in realtà era una pura provocazione e di sicuro questa scusa, questo discorso che il Comune porta avanti sull’ordinanza antialcool non regge, perché è stata veramente una follia… Verso le 22.30 gli studenti, le persone che erano lì nei locali, e ovviamente i militanti presenti, anche dell’Askatasuna, che è il centro sociale che è proprio lì, in Corso Regina Margherita, hanno iniziato a fare i cori contro la polizia cercando di farli andare via, come del resto già era successo la settimana prima…Perché già martedì scorso erano arrivate sei volanti della polizia a fare controlli e le persone che erano lì le avevano, sostanzialmente, mandate via. Ovviamente, a causa di questa resistenza che si era avuta in piazza Santa Giulia la scorsa settimana, la polizia è tornata con il triplo delle forze.

Parlavi di una piazza blindata, sostanzialmente militarizzata, e della polizia che si spostava da un lato all’altro della piazza stessa. Come si è arrivati alle immagini che abbiamo visto, con la devastazione dei locali, i divanetti, le sedie fuori i locali .. Come poi è evoluta la situazione?

In pratica, ad un certo punto sembrava che le volanti presenti da un lato della piazza se ne fossero andate, anche in seguito ai cori alzati dall’insieme delle persone che cercavano di mandare via la polizia, ecc. I poliziotti hanno iniziato a salire sui blindati e sembrava se ne fossero andati, a parte qualche digossino che era rimasto in piazza e che è stato, sostanzialmente, accompagnato da un corteo con tutta la gente che urlava cori contro di loro da un capo all’altro della piazza. A quel punto, quando i digossini sono arrivati verso la fine della piazza, si è visto che in realtà la polizia non se ne era andata, ma aveva semplicemente fatto il giro della piazza, schierando i blindati dall’altra parte. E ha fatto partire la carica. Questa carica, totalmente folle, non era una carica di alleggerimento ma era proprio una furia dimostrativa della loro forza. Facendo questa carica hanno devastato i dehors dei locali, sono entrati dentro un locale, hanno manganellato la gente che era seduta nei dehors, e infatti si vede nel video di fanpage, che è il video in cui si vede meglio come veramente sono andate le cose. Ci sono rumori di vetri rotti che sostanzialmente riecheggiano quello che è accaduto in piazza San Carlo. Peccato che i vetri li abbiano fatti i poliziotti, che hanno caricato e hanno quasi condotto una vera caccia all’uomo, ad un certo punto.

Ultima cosa. Tu stai bene? State bene?

Sì, sì. Alla fine ce la siamo cavata. Oltretutto hanno anche preso quattro ragazzi, li hanno portati in questura e li hanno rilasciati questa notte, senza accusa, a parte una di “resistenza”.

Chiaro…

Cercheremo di organizzare un’azione di risposta e una resistenza a questo tipo di provocazioni violente.

Noi seguiremo sicuramente i prossimi fatti… Un grazie a te…

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

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