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Il naufragio dei conti della Carnival

Il titolo della Carnival cede il 17,84% a 1.847. In una nota il gruppo americano ha stimato i costi dell’incidente. “Per l’anno fiscale che termina il 30 novembre l’impatto e il 2012 entrate per il mancato utilizzo dovrebbe essere di circa 85 – 95 milioni di dollari o 0,11 dollari, 0,12 dollari per azione. Inoltre, la societa’ prevede altri costi per l’azienda che non e’ possibile determinare in questo momento”. La società, che fece il suo ingresso in Borsa nell’ormai lontano 1989, ha cavalcato fino ad oggi l’onda del continuo aumento del volume d’affari legato al settore crocieristico.
Sulla multinazionale delle “crociere di massa” pesano il danno di immagine, migliaia di prenotazioni cancellate, molti ripensamenti da parte di futuri clienti e soprattutto un colosso della navigazione distrutto.  Si prepara un 2012 piuttosto difficile per  Carnival, il gruppo Usa con sede a Miami che possiede la compagnia Costa Crociere
Le perdite previste sono già di almeno 85-95 milioni di dollari sugli utili 2012 proprio a causa del naufragio della nave Costa Concordia davanti all’isola del Giglio che, soprattutto ha causato la morte di sei persone e il bilancio potrebbe addirittura peggiorare. In una nota la società americana ha fatto sapere che ci saranno altri costi per il business che al momento non possono essere quantificati mentre la copertura assicurativa per i danni si aggira attorno ai 30 milioni di dollari. Il valore di Costa Concordia è di circa 450 milioni di euro e il costo della nave è assicurata insieme a passeggeri ed equipaggio per un totale di circa 3 miliardi di dollari. 

Le polizze assicurative per la Costa Crociere sono gestite da AON Insurance, società di brokeraggio che in Italia si appoggia alla socvietà genovese Cambiaso Risso,  specialista nel ramo marine (sempre la Cambiaso Risso coordina anche l’attività di recupero del carburante per scongiurare il disastro ambientale, tramite l’attività della Smit Salvage di Rotterdam). Difficile invece sapere quali sono le compagnie assicurative che si dividono il rischio (in caso di assicurazioni di simile entità si costituiscono pool “multimarchio”), – scrive il sito specializzato assicuri.com – anche se indiscrezioni da Londra dicono che le Assicurazioni Generali abbiano una quota e saranno quindi coinvolte nel risarcimento

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