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Alfredo Romeo. Imprenditore di “successo” dando e prendendo soldi pubblici

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NAPOLI - ARRESTATO IMPRENDITORE ALFREDO ROMEO

Valutata con i parametri dei risultati aziendali, la Romeo Gestioni spa dell’imprenditore Alfredo Romeo sembrerebbe una storia di successo. Adesso è di nuovo finita nella bufera con l’accusa di corruzione nel maxi-appalto per le forniture alle amministrazioni pubbliche tramite la Consip. Conoscere questa storia è però illuminante per comprendere la natura e la sostanza del capitalismo e degli imprenditori “ di successo” nel nostro paese.

La Romeo Gestioni, la società ha gestito fino al 2012 il patrimonio immobiliare del Comune di Napoli, gestione per il quale è finita sotto inchiesta nel 2007 ed ora nuovamente nel 2016.

Relativamente all’appalto per la gestione del patrimonio del Comune di Roma (revocato nel 2014), il contratto con Romeo risale al 2005, durava 7 anni e da quella scadenza si va avanti a proroghe del servizio, che riguarda appunto la manutenzione ordinaria (4 milioni) ma anche l’aspetto gestionale come attività contabile e contenziosi amministrativi (6 milioni) e rimborsi, per esempio la spesa di inoltro bollette (1 milione). Nel 2008 il sindaco Alemanno sottrasse al gruppo dell’imprenditore napoletano il contratto pluriennale di 720 milioni di euro per la manutenzione stradale prendendo spunto dalle vicende giudiziarie dell’imprenditore a Napoli, ma confermò a Romeo il contratto di affidamento sopracitato, siglato dall’amministrazione Veltroni il 30 settembre 2005 per la durata di 7 anni.

L’imprenditore Alfredo Romeo, arrestato mercoledi, ha finanziato destra e sinistra a colpi di migliaia di euro. 25.000 euro per sostenere le elezioni politiche di Italo Bocchino (An), 40.000 euro per Alleanza Nazionale, 50.000 euro per Goffredo Bettini (Pd) per le elezioni politiche del 2013, 50.000 euro per Francesco Rutelli (Pd) per le elezioni comunali 2008, 230.000 euro a Nicola Zingaretti (Pd) per le elezioni provinciali dei 2008, 98.000 euro per i Democratici di Sinistra nel 2006, 30.000 euro per Nicola Latorre (Pd) per le politiche del 2013.

Ma la lista è ancora più lunga se torniamo indietro nel tempo. Nel 2009, in occasione del processo che lo vedrà condannato in primo e secondo grado e poi assolto in Cassazione. venne fuori la lista dei finanziamenti erogati da quattro società che fanno capo a Romeo (Romeo Gestioni, Isvafim spa, Romeo Partecipazioni srl, Romeo Alberghi srl).
I finanziamenti riguardano il biennio 2007 – 2008. La relazione degli amministratori giudiziari contiene, tra l’altro, due finanziamenti di 60mila e 50mila euro, erogati dalla Romeo Alberghi al Comitato per Rutelli.
Altri soldi erano venuti fuori anche per il Comitato che sosteneva l’allora candidato alla presidenza della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti: 110mila euro dalla Isvafim.
Altri 90mila euro sono finiti dalla Romeo Partecipazioni alla associazione Liberinsieme, indicata dagli amministratori giudiziari «espressione del Pd». Molto inferiore invece il finanziamento per una cena che si tenne al Palazzo dei Congressi dell’Eur, organizzata dal comitato provvisorio del Pd: 5mila euro. Mentre una bella sommetta la incassò la Fondazione di Iniziativa
Mezzogiorno Europa Onlus: 32mila euro. La Fondazione è presieduta da Andrea Geremicca, una delle menti più lucide dell’ex Pci, ex parlamentare ed ex assessore all’Edilizia pubblica e privata, ai tempi della prima giunta rossa al comune di Napoli, con sindaco Maurizio Valenzi.
Soldi anche alla Fondazione Sant’Egidio (32mila euro) e alla Fondazione A voce de’ criature, (18mila euro), promossa dal parroco anticamorra don Luigi Merola, fino a qualche tempo fa, in servizio a Forcella. Quindicimila euro
anche per il centro studi Nomisma, versati in due tranche da 7.500 euro l’una.

Nonostante le sue disavventure giudiziarie, la Romeo Gestioni continua ad avere un successo fuori dal comune. Ne dà conto oggi il Sole 24 Ore segnalando come il fatturato sia aumentato di ben il 65% (224 milioni) in soli 4 anni, decisamente in controtendenza con la situazione di altre società analoghe.Anche l’utile netto è cresciuto di 10 milioni di euro negli ultimi quattro anni, arrivando a 29 milioni nel 2015. Una società concorrente – il gigante Manutencoop – nello stesso anno e con un fatturato cinque volte superiore alla Romeo, nel 2015 ha chiuso in perdita e i suoi utili nell’anno precedente erano solo di 12 milioni di euro (un terzo di quelli della Rome Gestioni). Sarà una coincidenza, ma il governo Renzi si è insediato esattamente quattro anni fa, un lasso di tempo che coincide con gli straordinari successi nei bilanci della Romeo Gestioni. Secondo La Repubblica, un alto ufficiale dei servizi segreti si incontrò con Alfredo Romeo per assicurargli che era nella lista di “dieci intoccabili”.

Un imprenditore di successo, dunque, ma ancora una volta sempre e solo con i soldi pubblici. Anche per l’appaltone della Consip, i soldi non sarebbero arrivati “dai mercati” (quelli a cui occorre inchinarsi e con cui ci sfracassano ogni volta che si parla delle esigenze popolari) ma da quella spesa pubblica contro cui si accaniscono con un mano tutti i castigatori, magari pronti ad allungare l’altra per prendersi la loro parte. Un capitalismo d'ombra e imprenditori parassiti dunque.

Infine ma non importanza. Nei giorni scorsi abbiamo ricordato come nel 2014 Alfredo Romeo querelò Contropiano per diffamazione. Due giorni prima della pubblicazione di un nostro articolo che lo definiva condannato (e tale era stato in primo e secondo grado), Alfredo Romeo era stato assolto in Cassazione. Abbiamo, giustamente, riconosciuto l’errore e corretto la notizia ma la querela non risulta cancellata e tuttora pendente. Essendo allergici al giustizialismo non proviamo alcuna goduria nell’invocare le manette per alcuno. Ma che l’onorabilità di qualcuno possa ritenersi offesa da Contropiano quando le circostanze sono quelle che abbiamo ricostruito appare decisamente irricevibile.

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