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La trappola delle sette (prima puntata)

Esistono donne e uomini di ogni estrazione sociale, di ogni livello di cultura, di ogni credo, che a un certo punto delle proprie vite sentono la necessità di colmare dei vuoti esistenziali. Per farlo si rivolgono alle entità “esterne” a carattere religioso, laico o esoterico, conosciute comunemente col nome di sette.
Nella ricerca, anche sofferta, di una dimensione spirituale è facile incappare in canali non tradizionali, arrivando a inserirsi in collettività nelle quali si cessa di essere individui, per identificarsi in un gruppo, in un culto, all’ombra di bizzarre forme di fede rette da regole malsane.
All’interno di queste organizzazioni, oggi sempre più numerose, ogni domanda di carattere trascendente o esistenziale trova risposta in una comunità forte e chiusa ermeticamente nei confronti della realtà, iper-protettiva, amorevole, prodiga di affetto. Appartenenza significa trovare certezze che la vita materiale può non offrire.
Un gruppo che indica la via migliore per l’elevazione dello spirito ed impone all’adepto una particolare visione del mondo, della creazione, del senso della vita sulla terra, può strappare l’uomo ai suoi affanni e può riempire quei vuoti vitali che da soli, schiacciati dalle avversità, è impossibile colmare.
L’uomo ama i simboli, vi ricorre per schematizzare in pochi tratti il senso ultimo della propria permanenza terrena. Li usa per rappresentare l’infinito, perché la mente umana lo cerca incessantemente. Se per gli integralisti cattolici la croce di Gesù Cristo è il più potente dei simboli nei quali cercare conforto spirituale, è pur vero che il Cristianesimo, imbalsamato com’è nell’oscurantismo, appare insufficiente a soddisfare istanze di questo genere, motivo per cui spuntano ovunque, come funghi, gruppi organizzati a carattere neo-religioso, pronti a soddisfare il bisogno umano di trascendenza, pietà, affetto e perfezionamento individuale. Dipende da quanto si è disposti a sborsare.
La psichiatria in passato ha considerato – da un punto di vista psicologico – il “soggetto religioso”, un individuo mentalmente disturbato. Non significa essere folli ma che chi si accosta a un’ esperienza religiosa o neo-religiosa, lo fa a causa dei propri sentimenti di insufficienza, debolezza e inadeguatezza nei confronti della realtà circostante. Individui fallimentari dal punto di vista relazionale o professionale, cercano la facile scorciatoia della via iniziatica, della ricerca spirituale, nel tentativo di riappropriarsi della propria vita e di migliorarla.
È sufficiente un Guru, un leader carismatico, per mettere in piedi una setta; il passaparola, il proselitismo ed una pubblicità capillare faranno il resto. E così da un gruppo di pochi “iniziati” prende forma una vera e propria organizzazione, con tutto ciò che ne consegue…

Sono tanti i bisogni di chi entra in un gruppo.
La famosa “piramide di Abraham Maslow”, psicologo americano, li sintetizza alla perfezione:

“bisogno di sicurezza, che garantisce alla persona protezione e tranquillità; bisogno di appartenenza: la necessità di sentirsi parte di un gruppo e poter quindi amare e cooperare con altri; bisogno di stima: riguarda i bisogni di essere rispettati e stimati, di sentirsi competenti; bisogno di autorealizzazione: è l’esigenza di realizzarsi e compiere tutte le proprie aspettative, di occupare una posizione soddisfacente nella società.
Ed infine, il più importante: bisogno di Trascendenza, ovvero la tendenza ad andare oltre se stessi, in cerca del divino.”

Qualsiasi gruppo para-religioso o del “potenziale umano” o, ancora, a carattere esoterico-magico offre tutto ciò. Almeno è ciò che pensa il neofita che, ignaro delle possibili ripercussioni psicologiche e sociali che potrebbe vivere sulla propria pelle, vi si avvicina con fiducia.

I nuovi culti, di varia grandezza, inclinazione e importanza, in Italia sono migliaia. Tutti i gruppi neoreligiosi e i nuovi culti sono strutturati in gerarchie.
Per essere accettati bisogna superare riti di accesso e di passaggio molto elaborati, prove di fede, di dottrina, prove di impegno e di proselitismo.
Ogni gruppo propone un messaggio specifico che va a colpire l’interesse di ciascuno e spesso è un periodo di crisi che rende più recettivi al messaggio. Afferma la psicologa Lorita Tinelli, specializzata in plagio mentale (www.cesap.it): “Quando siamo in condizioni di fretta, stress, incertezza, indifferenza, inquietudine esistenziale, affanno e prostrazione, tendiamo a restringere il nostro campo focale, considerando accettabile una parte minore del messaggio (religioso): la più comoda, allettante e velocemente consolatoria”
Una volta entrati subentra un’altra fase: un cambiamento radicale del soggetto, che si ottiene sconvolgendo la sua realtà e i suoi schemi di riferimento. Una volta che sono stati creati enormi scompensi nella personalità, si impone una nuova identità che va a sostituire il vuoto lasciato dalla vecchia. Demolite le vecchie credenze dell’adepto, i suoi vecchi comportamenti, i suoi legami affettivi, lo si porta a creare un nuovo e inscindibile legame col nuovo ambiente, che si traduce in una totale chiusura nei confronti del mondo esterno.
Lo scopo dell’indottrinamento si raggiunge sia formalmente, cioè attraverso seminari, simposi e rituali, sia con il rapporto continuato nel tempo con i nuovi membri, chiamati a seconda dei casi “fratelli”, “compagni”, “confratelli” e così via…
In tale contesto, i messaggi del gruppo vengono ripetuti ossessivamente e si fa leva su un concetto tanto semplice quanto efficace: il mondo è malvagio o imperfetto, bisogna essere “illuminati” per poterlo salvare e per potersi salvare. O ancora: siamo esseri umani limitati e solo attraverso la costante partecipazione alla vita del gruppo si può migliorare fino al raggiungimento della perfezione, di quell’equilibrio ideale che chi si accosta alla nuova “fede” ha finora cercato spasmodicamente – da profano o laico – senza mai raggiungerlo.
Il percorso di indottrinamento utilizza sistemi scientifici, studiati per aggirare le difese psichiche delle persone irretite, inducendole ad atteggiamenti acritici e all’obbedienza cieca.
Uno di questi metodi, il più noto, è definito “love bombing”, un involucro ovattato di amore e cordialità con cui gli adepti esperti e i guru accolgono i nuovi iniziati, e che poi si trasforma lentamente, in modo impercettibile, in un incubo.
Ciò accade secondo un processo di condizionamento che ricorre a psicologia spicciola, sincretismo religioso di second’ordine, occultismo ed esoterismo.
Naturale che un soggetto debole o predisposto alla manipolazione, arrivi poi a consegnare la propria vita nelle mani del gruppo o del leader riconosciuto come tale.
Praticamente senza accorgersene, viene plagiato. Pochi arrivano a capire che un rito magico per evocare il Bene Universale per il mondo e per i propri “fratelli”, per la famiglia, per il cane e per il conto in banca, altro non è che una formula vuota, magari pagata a prezzo salatissimo.
I “fuoriusciti” raccontano di aver pagato a caro prezzo, l’ingenuità di affidarsi anima e corpo (e finanze) a chi prometteva traguardi spirituali e materiali inimmaginabili. Racconta che l’appartenenza a una setta era solo un asfissiante gioco di ricatti e condizionamenti.
E in alcuni casi si paga anche con la vita.

In Italia non manca nulla. Abbiamo movimenti di matrice cristiana o pseudocristiana: (Testimoni di Geova, i Mormoni, la Chiesa Cristiana Avventista del 7°giorno, Opus Dei, Neocatecumenali etc.); movimenti religiosi alternativi di matrice orientale (es: Hare Krishna, Subud, Missione della Luce Divina, Sahaya Yoga, Brahma Kumasis, ecc.); movimenti religiosi alternativi con caratteristiche unificazioniste (es: Chiesa dell’Unificazione, Centro dell’uomo, Vita Universale,ecc.); movimenti religiosi alternativi con caratteristiche taumaturgiche o pseudoscientifiche (es: Chiesa di Scientology, Scienza cristiana, Sukyo Mahikari, ecc.);
Movimenti religiosi alternativi con caratteristiche esoteriche, spiritistiche, occultistiche, magiche, ufologiche (es: Arancioni, Rosacroce, Raeliani, alcuni Movimenti del Potenziale Umano, New Age, ecc.);
Queste e molte altre realtà sono ben radicate in Italia, e contano su innumerevoli iscritti ed adepti: tutte hanno qualcosa in comune; non importa il retroterra di fede, il ceto, il grado di cultura dal quale si proviene: una comunità apre squarci di vita finora ignorati, seduce, irretisce, in un percorso che si conclude con un unico risultato possibile: il plagio mentale.

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5 Commenti


  • Pietro Bono

    Credo che un discorso così complesso necessiti di fonti articolate. In quest’ottica desidero, se possibile, segnalare anche questo sito: http://liberocredo.org/node/1
    Grazie e buon lavoro.
    Pietro Bono


  • Adriano C.

    Grazie Pietro. Abbiamo più che altro tentato una sintesi, per focalizzare i punti cardine da cui partire per poi approfondire. E’ vero, il discorso è molto più ampio.


  • Pier

    Pietro Bono, maestro di Arkeon, che continua a diffamare chi non gli da ragione.


  • Chiara

    Buongiorno, mi stupisce ogni volta che il nome della setta da dove sono fuggita non compare mai, anzi con l’apertura di onlus per aiuti al terzo mondo oggi hanno dato alla loro violenza un assetto sociale quasi legale ..lo chioamano “BENESSERE DELL’ANIMA”, “NATUROPATIA” trappole per chi vuole sentirsi new age e vivere nel maya della ” vita e’ bella”

    La setta Arkeon, somiglia molto all’okido …sono 17 anni che vivo con lo spirito di quesot guru dentor, conosco la sua setta ancor ameglio dei suoi adepti.

    terapie assurde primitive naziste che ogni adepto vive dentor di se nell’inconscio…se hai avuto un abuso d apiccola e’ li che lavorano sotto nell’inconscio dando alla tua infanzia un’altro corso…fino alla nascita dove infiltrato dentro il guru e’ sempre esistito. dove il “saggiare di donna ” per le bambine e’ qualcosa che non recepiscono..tutto deve essere accettato. Lynfa sono chiamati gli esseri umani…petrolio biologico..oggi le sette inneggiano piu’ al rock o parlano di satana , ma le parole chiavi sono pace, amore . guarigione….si fanno piu’ schiavi cosi’ ,soldi..
    i guru guardiani della nostra vita fisica e metafisica….l’okido e’ una setta che stranamente non rientra nel corollario dei culti distruttivi…sono 17 anni che sono seduta dentro questo guru..possesione ” dal greco seduta “… senza scomodare la religione dissociazione dai traumi dovuiuti al furto della vita…alle pratiche occulte di trasporto dei morti ( e’ qui dentor di me che il guru fa il lavoro sporco .. lascia le memorie dei suoi abusi…)

    Iguru si rinnovano , si purificano si costruiscono un origine attarverso.. il DNA di malcapitati…cosi’ possiamo leggere nelle loro biografie..figli di…monaci, ..fin dall’infanzia..


  • Maria

    Qualcuno sa qualcosa su un certo movimento chiamato “umani in divenire?”

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