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L’impero delle slot. Aggiornamenti in corso d’opera

 

Ieri giovedì 6 novembre 2013, il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, era a Pavia per presentare a palazzo Mezzabarba la legge anti-slot appena approvata dalla giunta regionale della Lombardia. A questa iniziative è stata invitata come relatore l’associazione No Slot, con il portavoce responsabile Area adulti della Casa del Giovane (di area cattolica, almeno così si può dedurre da quanto riportato dal giornale “Famiglia Cristiana”.

A Pavia è presente ed attivo il “collettivo Senzaslot” che ha dato inizio, (anche se non da solo ) alle prime iniziative e manifestazioni contro questo “mercato” ma, nonostante ciò, non è stato invitato alla presentazione del disegno di legge regionale, fatto proprio sulle questioni che il collettivo aveva da tempo denunciato e combattuto prendendosi anche comunicati “deliranti” da parte del settore giochi aderente alla Confindustria e del quale ne abbiamo già parlato in precedenti articoli apparsi su Contropiano.

 

In merito a questa iniziativa che si può anche definire “demagogica”, il collettivo Senzaslot ha emesso un comunicato nel quale riafferma che Il Collettivo Senza Slot ha preso una posizione scettica sulla cosiddetta “legge regionale antislot” approvata dal consiglio regionale lombardo:  Il comunicato prosegue affermando :”Vi invitiamo a leggere il nostro post per capire di che cosa si tratta e perché riteniamo che questa legge sia sì un piccolo passo avanti, ma abbia soprattutto un carattere propagandistico. A confermare i nostri sospetti, il governatore leghista Maroni, insieme al politico locale Ciocca (sempre della Lega) e al sindaco berlusconiano Cattaneo (che tra poco affronterà le elezioni comunali…), ha organizzato un incontro proprio a Pavia per spiegare quanto è bella la legge che è stata approvata.

 

Maroni a Pavia: invitate alcune associazioni no slot, ma noi no. Come mai?

2 novembre 2013 alle ore 11.40 https://www.facebook.com/notes/senzaslotit/maroni-a-pavia-invitate-alcune-associazioni-no-slot-ma-noi-no-come-mai/241870342644909

Il commento “amaro” del collettivo esprime dubbi sull’efficacia delle norme “anti slot” prese dall’amministrazione comunale? Il sindaco dice che vuole “la maggior rappresentanza possibile degli attori impegnati a Pavia su questo tema” ma stranamente noi non siamo ancora stati invitati. Avrà qualcosa a che vedere col timore che possiamo fare delle domande scomode su questa legge e Ma no, figuriamoci… non bisogna mai pensar male!

Il collettivo si chiede: “chi ha paura del confronto? Sono passati due giorni e ancora nessuna risposta da parte del sindaco di Pavia Cattaneo, del presidente della Lombardia Maroni, del consigliere regionale leghista Ciocca. E sta emergendo che anche altre associazioni ben più importanti di noi sono state misteriosamente escluse…

Aggiungiamo a queste note il commento sulla vicenda di un lettore attraverso fb . “ E meno male che non vi hanno invitato, altro ché propaganda, questi assomigliano molto ai giullari di corte.., si sono già dimenticati che l’azzardo lo hanno legalizzato loro assieme al berluschino, esponenti del loro partito erano proprietari di sale bingo…ora che il vento è cambiato anche la loro bandiera cambia direzione…coerenza zero, e ancor meno dignità ..la secessione..ahahah, ..aspettiamo da vent’anni…ma va a dar via i ciap!!! Chi crede ancora in questi incantatori di serpenti è davvero un ebete”.

Rinviamo ancora ad un link del Collettivo Senzaslot in risposta al mancato invito all’incontro con il presidente della regione Lombardia che pone due domande decisive. “Poiché né il Presidente Maroni né il Sindaco Cattaneo ci hanno invitati all’incontro che hanno organizzato per oggi a Pavia, – scrive il Collettivo – le nostre domande circa la legge regionale sull’azzardo le poniamo qui: http://www.senzaslot.it/due-domande-a-maroni/

 

Iniziative senza coordinamento: il caso del M5S

Sul tema del business delle slot e del gioco d’azzardo legalizzato si notano anche alcune prese di posizione a dir poco “contraddittorie” che il Movimento 5 Stelle assume di volta in volta. In una mozione presentata dai senatori del M5S, particolarmente ricca di dati e notizie riguardanti il settore del “gioco”, si evidenzia come: “il codice penale vieta il gioco d’azzardo; così era ed è stato per mezzo secolo di storia della Repubblica. Poche eccezioni erano previste (lotto, totocalcio e scommesse sportive, casinò, lotterie), tutte limitate per distribuzione territoriale, o frequenza degli eventi”. Tale mozione, ignorata dalla maggior parte della pubblica opinione, la riportiamo qui integralmente anche per portare a conoscenza dei nostri lettori gli argomenti che sono messi in evidenza, e che denunciano il pericolo sociale al quale è collegato il sistema “gioco”.

 

 

La “contraddizione” è che, di fatto, i consiglieri “cinquestellati” in Lombardia non hanno fatto niente di analogo sulla legge regionale. Lo sottolinea anche il collettivo Senzaslot in un post: “Va detto che in Lombardia il M5S non si è distinto in niente rispetto alla Lega e a tutti gli altri nell’elaborazione della legge regionale. Tutto è passato all’unanimità e hanno contributo a raccontare la cosa come un grande successo senza porre l’accento sui pesanti limiti di questo provvedimento”. La mancata sintonia tra i senatori e consiglieri regionali lombardi del M5S ha così indebolito una possibile iniziativa coordinata che avrebbe avuto maggiore efficacia.

 

Scendono incassi ed entrate fiscali, ma il giro di soldi è sempre enorme

 

Il sito Mentinformatiche riporta una notizia del giugno scorso nel quale segnala:Cala il business delle slot ma aumenta il gioco illegale”

 

La crisi che sta interessando settori sempre più eterogenei di persone sta colpendo anche questo segmento del business che veniva considerato in crescita a differenza di altri che versano in pesante regressione. La crescita durata più di un decennio si è interrotta. Nei primi tre mesi dell’anno il gettito erariale, cioè i proventi delle tasse sui giochi, è sceso dell’8 per cento.

 

Questo settore aveva visto una crescita “bulimica” piazzando la bellezza di 450 mila macchinette, 390 mila slot machine e 60 mila videolotterie, una ogni 100 italiani adulti. Aziende con caratteristiche quantomeno “ambigue”, caratterizzate oltremodo dall’aggressività del gioco illegale e di quello imprendibile on line con sede magari alle Cayman, sta cercando di riconquistare li margini realizzati fino ad un anno fa.

 

La stessa Confindustria è così costretta per bocca di Massimo Passamonti, presidente di Sistema Gioco Italia ad essa associata, dichiara: “Abbiamo esagerato, così non può continuare, è l’ora di riflettere. C’è un clima ostile crescente nell’opinione pubblica e nello stesso tempo c’è una forte ripresa del gioco illegale che secondo nostre stime raccoglie oltre 10 miliardi di euro l’anno. Non è un problema solo nostro, considerando che il sistema dei giochi assicura allo Stato un gettito tra gli 8 e i 9 miliardi l’anno”.

 

Probabilmente anche per i grandi concessionari (da Lottomatica a G.Matica) è arrivata l’ora del ripensamento. I dati del calo erariale sono vistosi e non si nascondono le difficoltà.

 

Da quest’articolo si nota come i Monopoli di Stato da ottobre hanno deciso di interrompere il flusso di comunicazioni, ma le cifre circolano ugualmente, sparse tra le trimestrali delle aziende e il Bollettino delle Entrate tributarie del ministero dell’Economia, che però bisogna saper leggere perché i dati sono classificati secondo criteri da addetti ai lavori. Nel primo trimestre 2013 il gettito ottenuto dal comparto genericamente classificato sotto la dizione “Lotto, lotterie e altre attività di gioco”, è sceso dai 3 miliardi e 300 milioni di euro dello stesso periodo 2012 a 3 miliardi, con una flessione di circa 300 milioni di euro. Su base annua il minor gettito sarebbe di 1 miliardo e 200 milioni di euro.

 

La vistosa scivolata riguarda tutte le tipologie più conosciute, dal Superenalotto al Gratta&Vinci e coinvolge perfino quelle che nell’ambiente erano considerate le generose galline dalle uova d’oro, slot e videolotterie. Il Superenalotto (Sisal), classificato nel bollettino ministeriale sotto la generica voce “Proventi delle attività di gioco”, perde quasi il 30 per cento. Le “Lotterie istantanee”, cioè i Gratta e vinci (Lottomatica), arretrano del 23,5 per cento ed è vistoso pure lo smottamento degli “apparecchi e congegni di gioco” (slot e videolotterie): 12 per cento.

 

Che dire, la moltiplicazione dei pani e dei pesci è riuscita a uno solo e una sola volta. Se la recessione e le misure di austerità imposte dalla troika riducono il reddito disponibile, qualche effetto si riflette anche su questa industria della speranza e della truffa. Chi vuol capire capisca!

 

Le “mani pesanti” delle malavita sull’industria del gioco

 

Infine, ma non per importanza, una notizia di cronaca completa il quadro della situazione relativa allo sporco business del gioco d’azzardo legalizzato.

 

Ci riferiamo allo sviluppo delle indagini, già partite a suo tempo, da parte della Guardia di Finanza nei confronti di alcuni esponenti della malavita organizzata. In questo caso si tratta di presunti affiliati ad una cosca camorristica del casertano (casalesi), che ha portato all’arresto di 15 esponenti e “picchiatori” esperti nella riscossione e convincimento di giocatori indebitati o in ritardo nella regolarizzazione e pagamento di somme perse nel “gioco” o concesse tramite “usurai”.

 

Che il settore del gioco d’azzardo, o comunque del gioco in genere non appartenesse al settore “atletico o sportivo”, nonostante la parola stessa “gioco” suscitasse ricordi di carattere sportivo, era cosa ovvia e scontata; però stando alle ultime notizie su questo settore dobbiamo ricrederci in quanto la presenza di pugilatori (addirittura un campione italiano ed europeo) o ultras calcistici, erano “addetti” alla riscossione di crediti dovuti a somme perse nel videopoker con slot machine. Debiti di gioco verso cui i malcapitati “debitori” erano sollecitati ai pagamenti attraverso “lezioni” di pugilato utile a convincerli a saldare i debiti e al pagamento delle somme perse nelle scommesse effettuate negli slot-machine.

 

Gli arresti effettuati dalla squadra mobile di Roma (15 persone appartenenti a clan malavitosi casalesi) durante un controllo su locali nella zona di Acilia, quartiere limitrofo a Ostia (dunque di quel litorale romano da tempo prateria della criminalità organizzata) nascondono malamente retroscena, già da qualche tempo svelati e denunciati, sulla reale natura che sta sempre più emergendo in questo mercato del gioco d’azzardo legalizzato e nella sistemazione di sempre più numerosi slot-machine (le videolottery-Vlt).

 

 

 

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