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Roma. I fascisti pensano al Mediterraneo. Un convegno con brutta gente

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Sabato prossimo, all’Hotel dei Congressi all’Eur, si tiene un convegno dal titolo rassicurante e ingannevole: “Mediterraneo solidale”. Apparentemente anche alcuni degli invitati sono meritevoli di interesse e rispetto: il Fplp palestinese ad esempio ma anche gli Hezbollah libanesi. Ma sono gli organizzatori a non essere meritevoli di rispetto né di interesse. Trattasi della onlus “Sol. Id”, anche qui una sigla anonima e rassicurante ma il milieu che la circonda non lo è altrettanto. Tant’è che il Fplp palestinese, attraverso il suo dirigente Maher Al-Taher, ha già fatto sapere che ha rigettato l’invito (vedi su Contropiano) e ci auguriamo che altrettanto facciano anche gli Hezbollah libanesi.
Qualcosa è arrivato anche alle orecchie della Regione Lazio che aveva dato il patrocinio al convegno ma che lo ha poi ritirato con la più stupida delle motivazioni: “Avendo avuto notizia della partecipazione all’evento e del patrocinio di soggetti riconducibili ad organizzazioni citate nella risoluzione del Parlamento europeo del 10 marzo 2005”, là dove si sostiene che Hezbollah è un’associazione che ha condotto attività terroristiche, “si ritiene di revocare il precedente patrocinio”. Dunque la Regione Lazio ritira il patrocinio a causa dell’unica componente credibile del convegno. Vista così siamo alla follia.
Eppure il problema di questo convegno non sono certo gli Hezbollah libanesi. Tra i relatori infatti possiamo leggere che ci saranno i fascisti Alberto Palladino, detto “Zippo” e noto esponente di Casa Pound; Franco Nerozzi, capo della onlus “Popoli”, condannato (con patteggiamento) per attività paramilitari in Birmania e nel tentato golpe alle isole Comore; Luca Bortoni dell’Associazione Lombardia-Russia e uomo di Salvini; ed ancora Giovanni Feola, altro esponente di Casa Pound.
Ma anche sugli organizzatori è bene segnalare qualche informazione. Si tratta della onlus Sol. Id, che sta a significare “Solidarité – Identités”, una sorta di dipartimento esteri di Casa Pound per progetti e contatti in alcuni paesi. In particolare per viaggi e contatti in quella Birmania in cui si svolge sì la vicenda del popolo Karen che tanto a sta a cuore ai neofascisti italiani, ma che è nota al mondo anche per essere il centro del Triangolo d’Oro della droga.
Tra gli ospiti del convegno ci sono anche un po’ di neofascisti arabi. Tra cui Hassan Sakr (responsabile Affari esteri del Syrian social nationalist party ovvero Partito Socialnazionalista siriano), Alise Blanchard (SOS Chrétiens d’Orient onlus, cioè i “Cristiani d’Oriente”). Di Alise si sa poco ma del fondatore dei “Cristiani d’Oriente” si sa che è assistente parlamentare del deputato Marie-Christine Arnautu, vicepresidente del Fronte Nazionale (FN) francese.
Ma Sol.Id. si occupa anche di Africa, con il piccolo particolare che se ne occupa nella visione e versione “dell’uomo bianco” che sarebbe a rischio di scomparsa. I fascisti di Sol.Id infatti portano la loro solidarietà al “popolo boero” , ovvero degli eredi dei coloni olandesi, sconfitti e annessi dal colonialismo britannico, apertamente filonazisti ma soprattutto ceppo feroce del regime di segregazione razziale contro i neri conosciuto come apartheid. Un sistema razziale e razzista sconfitto nel 1994 con l’elezione di Nelson Mandela presidente del Sudafrica, ma non ancora sconfitto sul piano delle disuguaglianze sociali ed economiche. L’anno scorso i fascisti organizzarono un meeting a Galatone, in provincia di Lecce, proprio dedicato al “popolo boero”.
Siamo dunque ben oltre l’area grigia del rossobrunismo, siamo direttamente all’interno del cuore nero e neofascista di questo paese.
Il convegno verrà presentato, informano gli organizzatori, con una conferenza stampa giovedì 24 settembre, alle ore 11, a Roma, presso la sede dell’Associazione Acmid (Associazione della comunità marocchina delle donne in Italia) in Corso Rinascimento 81, terzo piano.
Insomma i dirigenti di Hezbollah, come ha già fatto il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina, farebbero bene a tirarsi fuori da questo giro “nero”, ma non erano certo loro il buon motivo per far ritirare alla Regione Lazio il patrocinio. A meno che la Pisana non abbia voluto pagare la consueta cambiale politica e morale all’ambasciata israeliana.

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