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Indignati: proteste e cariche della polizia a Montecitorio

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primi lanci di agenzia

Scatta il cordone di polizia che presidia il Palazzo

ROMA – Momenti di tensione in piazza Montecitorio tra forze dell’«ordine e i precari di scuola e università che da giorni manifestano davanti alla Camera. Si registrano anche scontri tra forze dell’ordine, precari e sindacalisti dell’Usb. La polizia è schierata in assetto antisommossa mentre alcune persone in borghese sono state protagoniste di episodi di aggressione nei confronti dei manifestanti e dei giornalisti che assistevano alla scena. Uno dei manifestanti è stato colpito in volto da alcuni agenti della polizia. Strattonato, è caduto con la schiena a terra.

«DIMISSIONI» – La manifestazione di precari della pubblica amministrazione davanti alla Camera si è improvvisamente accesa con lancio di petardi ed ortaggi contro la polizia che, in assetto antisommossa, ha creato un cordone ad una trentina di metri dall’ingresso della Camera dove sono terminate da poco le comunicazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La polizia ha fronteggiato i manifestanti, che urlavano contro il governo «dimissioni, dimissioni», spingendoli alcuni metri indietro.

I LIBRI – In precedenza è stata lanciata una bomba carta, oltre a diversi oggetti in direzione del Palazzo. Alcune transenne di protezione sono state abbattute. Oltre a pomodori, uova, addirittura funghi e foglie di insalata, i precari della scuola davanti a Montecitorio hanno lanciato anche dei libri. Sulla piazza, oltre le transenne che bloccano l’accesso alla Camera, restano testi di scuola e classici come quelli di Zola «Il ventre di Parigi», o Lovecraft e «I miti di Cthulhu» e perfino pagine di Kerouac «La città e la metropoli» e di Hesse, «Francesco d’Assisi». Alcuni manifestanti stanno raccogliendo anche i libri lanciati. Al momento, comunque, la fase «dura» della protesta sembra terminata e i precari della scuola vanno abbandonando piazza Montecitorio. Alla fine i manifestanti si sono spostati per continuare la protesta nelle vie intorno a Montecitorio.

 

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PRECARI: A MONTECITORIO MANGANELLI CONTRO VERDURE

USB, IN PIAZZA IL PAESE REALE CHE SOFFRE LA CRISI. ORA LO SCIOPERO PRECARIO

Manganelli contro verdure: questa è la risposta giunta alle centinaia di precari di tutti i settori, i cassintegrati, i Lsu, i senza casa e senza  reddito, i disoccupati, che questa mattina a Roma hanno portato in piazza di Monte Citorio i problemi del Paese reale. Lavoratori che hanno espresso la propria indignazione lanciando slogan, ortaggi e qualche petardo ad un Parlamento in tutt’altre faccende affaccendato, hanno ricevuto in cambio la carica delle forze dell’ordine.

Tante le diverse vertenze confluite nella piazza. Numerosissimi gli ex-lsu Ata della Scuola, oggi in sciopero nazionale indetto da USB, messi in cassa integrazione a zero ore e con salari tagliati grazie ad un accordo sottoscritto da Cgil Cisl Uil; molti i precari della ricerca, insieme a quelli del settore privato; gli esternalizzati del pubblico accanto ai precari dello spettacolo, ed ai lavoratori stabili, che non arrivano più alla metà del mese. Tutti a ribadire con forza che l’unica strada percorribile è fermare la precarizzazione del lavoro, cancellando il pacchetto Treu e la legge 30, fermando gli accordi sull’apprendistato, con un nuovo processo di stabilizzazione e risorse per i contratti.

Il corteo, che dopo le cariche davanti alla Camera ha bloccato il traffico nelle vie del centro di Roma, ha raggiunto il Ministero della Funzione Pubblica, dove i lavoratori hanno respinto al mittente gli insulti ricevuti ribadendo che difenderanno la Pubblica Amministrazione come bene comune a servizio di tutti i cittadini.

“Il grado di coscienza espresso oggi dai manifestanti – ha dichiarato al termine del corteo Claudio Argentini, dell’USB Ricerca – rende possibile l’allargamento della mobilitazione a tutte le parti della società che oggi soffrono la crisi imposta dai governi e dai poteri forti dell’economia. Questa giornata dimostra che è necessario alzare il grado di mobilitazione e conflitto, ad iniziare dall’imminente sciopero precario che USB proclamerà luglio”, ha concluso Argentini.

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