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Anche Bagnasco si è accorto che Berlusconi è finito

Con biennale ritardo sull’evidenza e la decenza – e a un passo ormai dalla sollevazione indipendente dell “base praticante” contro il “visioso” rinchiuso a palazzo Chigi – anche il cardinale Bagnasco, ha dovuto solorosamente  ammettere che, sì, in politica sarebbe bene tenere comportamenti in linea con i valori strombazzati.

Insomma, non basta più dare alla Chiesa una mare di soldi, esentarla quasi da ogni tassa sugli immobili e le attività commerciali (alberghi, resort, ecc), favorire smaccatamente le scuole religiose a scapito di quella pubblica. Se poi ti vanti per telefono di fare la vita di un Caligola qualsiasi, persino Bagnasco non ti può coprire.

A occhio dietro Berlusk sta restano ben poco (mafia, camorra, ndrangheta; ma anche loro dovrebbero aver realizzato che “con quello lì” è finita l’era degli affari sicuri).

Abbiamo faticto a trovare un’agenzia di stampa sufficientemente “british£ nel celebrare l’evento. L’abbiamo infine trovata nell’inglesissima Reuters.

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La Cei censura comportamenti licenziosi Berlusconi, “cambiare aria”

ROMA (Reuters) – I vescovi italiani alzano il tono contro il capo del governo Silvio Berlusconi, al centro di nuove indagini e scandali sessuali, e chiedono di “purificare l’aria”.

Dopo che lo stesso Papa Benedetto XVI ha auspicato la scorsa settimana “un intenso rinnovamento etico” per il bene dell’Italia, oggi il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, sollecita interventi urgenti per non avvelenare le nuove generazioni.

Bagnasco nella sua prolusione al consiglio della Cei dedica anche grande attenzione alla crisi “che, a tratti, sembra produrre un oscuramento della speranza collettiva” e chiede un radicale cambiamento nella composizione della classe politica perché “circola l’immagine di un Paese disamorato, privo di slanci, quasi in attesa dell’ineluttabile”.

I vescovi italiani avevano censurato anche negli scorsi mesi le attitudini private del premier così come un certo eccesso da parte della magistratura nei suoi confronti.

Questa volta, però, tengono a sottolineare che i due comportamenti non sono da mettere sullo stesso piano.

“Nessun equivoco tuttavia può qui annidarsi”, precisa Bagnasco stilando una precisa “gerarchia” delle responsabilità: “La responsabilità morale ha una gerarchia interna che si evidenzia da sé, a prescindere dalle strumentalizzazioni che pur non mancano”.

Bagnasco sottolinea che, a differenza da quanto dicono alcuni politici compreso Berlusconi (mai citato direttamente nel testo), la “questione morale non è un’invenzione mediatica: nella dimensione politica, come in ciascun altro ambito privato o pubblico, essa è un’evenienza grave, che ha in sé un appello urgente. Non è una debolezza esclusiva di una parte soltanto e non riguarda semplicemente i singoli, ma gruppi, strutture, ordinamenti”.

Quando la questione morale “intacca” la politica, ha proseguito il presidente della Cei, “ha innegabili incidenze culturali ed educative. Contribuisce, di fatto, a propagare la cultura di un’esistenza facile e gaudente, quando questa dovrebbe lasciare il passo alla cultura della serietà e del sacrificio”.

SERVE UN CAMBIAMENTO RADICALE E L’APPORTO DI TUTTI

Duro il giudizio sull’incapacità da parte del governo di affrontare la crisi economica con i politici preoccupati piuttosto a difendere comportamenti personali: “Colpisce la riluttanza a riconoscere l’esatta serietà della situazione al di là di Strumentalizzazioni e partigianerie; amareggia il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando l’impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali e al portamento richiesto dalla scena pubblica, specialmente in tempi di austerità”.

Come far fronte all’emergenza e con quali risorse? “E’ essenziale drenare tutte le risorse disponibili – intellettuali, economiche e di tempo – convogliandole verso l’utilità comune”. Poi la battuta sulla necessità di un radicale cambiamento dell’attuale classe politica (“il sistema della rappresentanza”): “Solo per questa via si può salvare dal discredito generalizzato il sistema della rappresentanza, il quale deve dotarsi di anticorpi adeguati, cominciando a riconoscere ai cittadini la titolarità loro dovuta”, in quel che sembra un invito a tornare al voto quanto prima.

In una situazione di crisi in cui manca il lavoro e con la manovra finanziaria che ha ulteriormente aggravato la situazione di molte famiglie, si legge nella Prolusione, “la collettività guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l’immagine del Paese all’esterno ne viene pericolosamente fiaccata”.

Bagnasco ha poi affrontato il tema dell’evasione fiscale, descritta come un “cancro sociale che sta soffocando l’economia”, di fronte al quale si ha l’impressione “che non tutto sia stato finora messo in campo” per eliminarlo.

“Il grottesco sistema delle società di comodo che consentono l’abbattimento artificioso dei redditi appare – alla luce dei fatti – non solo indecoroso ma anche insostenibile sotto il profilo etico. Bisogna che gli onesti si sentano stimati, e i virtuosi siano premiati”.

(Antonella Cinelli)

lunedì 26 settembre 2011 17:45

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