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La guerra in casa contro i “nemici della civiltà”

La guerra in casa contro «i nemici della civiltà»
Salvatore Palidda

Da quanto appare evidente dalle diverse immagini e informazioni, la condotta della polizia contro i cosiddetti No Tav continua ad essere simile a una sorta di guerra. Non è un’esagerazione giornalistica. Ricordiamoci che qualche mese fa l’allora ministro Maroni disse che si tratta di terroristi. La logica della guerra permanente non è per nulla accantonata.
Ogni volta che i poteri finanziari e di polizia devono fare quadrato a difesa di scelte – ancor più se palesemente scellerate – non esitano a tirare fuori la solfa dell’imperioso dovere contro il «nemico della civiltà» che ovviamente coinciderebbe con la loro grande opera. Chissà perché in questo caso, nonostante la denuncia documentata da numerosi esperti altamente qualificati, non si debba parlare di un’opera analoga a quelle della famosa “cricca”. A quanto pare, sarebbero i No Tav il pericolo per la ripresa economica del nostro paese, una ripresa che anche questo governo (con i vari partiti e le massime autorità) vorrebbe perseguire sprecando ingenti capitali e provocando danni irreparabili a un’intera popolazione. Così, la violenza contro i manifestanti alla stazione di Torino e il blitz di ieri anticipato al mattino sono giustificati perché costi necessari alla difesa della ripresa economica.
Chissà se un giorno gli insigni tecnici al governo, la gerarchia delle polizie e l’autorità giudiziaria spiegheranno come fanno i conti e la portata storica della loro determinazione nella persecuzione accanita dei terribilissimi No Tav. Intanto, appare certo che il primo obiettivo di questa condotta degna della più forsennata brutalità è quello di distruggere la speranza dell’agire politico da parte di chi non si sottomette passivamente alle scelte dei poteri finanziario-politici. Ancora una volta deve prevalere quell’asimmetria di potere che costringe i dissidenti a gesti disperati o a subire e stare zitti. Sino a che punto questi poteri pensano di poter tirare la corda? Credono che a forza di massacrare ogni dissenso ci rassegneremo per sempre al neo-totalitarismo “democratico”? Come direbbero i saggi leader della zona oggi martoriata (e questa non è retorica): illudetevi pure di poter schiacciare per sempre. Anche i nazisti, i fascisti o gli stalinisti pensavano di essere in eterno al potere. Come per il colpo di stato finanziario che in Grecia cancella la democrazia, anche nel nostro paese pochissimi sembrano accorgersene; sarà l’impotenza dell’intelletto, l’ignavia o la corruttela delle menti che pervade l’arena politica e i media?
da “il manifesto”

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