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A Catanzaro i fascisti s’attaccano pure alla Madonna

Gioia Salvatori
C’è chi scala una montagna e vi pianta una bandiera in vetta, chi fa sventolare il tricolore sul tetto della casa che si è costruito, chi va sulla luna e ci imprime la sua orma e chi va ad apporre una targa in memoria dei martiri fascisti su una madonnina votiva di paese. A ognuno la sua impresa.

Quella di anonimi nostalgici di Girifalco, cittadina di seimila abitanti in provincia di Catanzaro, è stata di ribattezzare la Madonnina di Monte Covello (il rilievo che sovrasta il paese) Madonna dei Martiri fascisti, piazzando sulla statua una foto di com’era quando c’era il duce e ai martiri in camicia nera era intestata. La sacra icona, infatti, fu piazzata lì dov’è da un gerarca della zona per celebrare, nel 1939, l’inaugurazione della via che collega Girifalco con gli altri paesi delle serre.

Fu “la madonna dei martiri fascisti” fino agli anni 50, quando venne distrutta da tre anitifascisti, ricostruita senza la dedica al ventennio e per tutti divenne la “madonnina di Monte Covello” punto e basta.

Ma è tempo di fare un passo indietro: così Fiamma Tricolore di Catanzaro ha lanciato un evento su facebook: l’appuntamento per tutti i «camerati» è per sabato, ore 16, alla «madonnina dei martiri fascisti», con preghiera per i «Nostri martiri», deposizione di fiori e momento di «cameratismo conviviale». D’altronde la madonnina è a 800 metri d’altitudine in un luogo ameno usato per grigliate e passeggiate romantiche. Pare che i nostalgici abbiano pure invitato Don Antonio, il prete di Girifalco, a dire una messa per la madonna dei fascisti e Mussolini, ma il curato ha detto no.

L’oltraggio in stile nostalgico fascista ha mandato su tutte le furie la Cgil di Catanzaro e Lamezia Terme, il cui segretario generale, Giuseppe Valentino, si è appellato alla curia, al prefetto, al sindaco di Girifalco e ai carabinieri con una denuncia. «Quella madonnina è di tutti e il fascismo va ricordato per la barbarie con la quale in Italia ed in Europa ha agito distruggendo la vita umana e sopprimendo la libertà, non certo per i suoi ‘martiri’.

Se la riunione – peraltro non comunicata alla prefettura – della Fiamma Tricolore a Monte Covello ci sarà, siamo pronti a una contromanifestazione aperta a tutte le forze del centrosinistra». Poi arriverà un incontro sulla memoria, magari con l’Anpi «perché qui i giovani con la crisi dei partiti vanno a destra», fa Valentino, «e non abbiamo mezzi per contrastarli». Di certo non si può invocare la Madonna.

fonte: l’Unità

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