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I fatti di Pontedera e la funzione “storica” dell’estrema destra

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Suscita ancora rabbia e sgomento la vergognosa gazzarra del gruppo di estrema destra che, a Pontedera, ha contestato una serata dedicata ai bambini migranti. Rabbia, sgomento, ma non sorpresa.

Organizzazioni come quella attiva a Pontedera – grazie anche all’accondiscendenza delle amministrazioni locali, che hanno permesso l’apertura di una loro sede, nonostante la forte opposizione antifascista – rappresentano il filo nero di continuità con le ideologie reazionarie, irrazionali, nazionaliste e razziste che si affermarono in Europa attraverso i regimi nazi – fascisti, portando il mondo al massacro della seconda guerra mondiale (55 milioni di morti) e al genocidio nei campi di concentramento (8 milioni di morti).

Non è un caso che organizzazioni di questo tipo riaffiorino oggi, sull’onda di una crisi economica senza precedenti, causata dall’incapacità del sistema capitalistico di risolvere le proprie contraddizioni sistemiche.

Le “fortune” o le difficoltà politiche di organizzazioni di chiaro stampo nazi-fascista evidenziano, come già avvenuto in altri periodi storici, il ruolo che da sempre esse svolgono nel conflitto politico e sociale. Il caso greco è, in questo senso, esemplificativo e chiarificatore.

In Grecia, dove lo scontro di classe si esprime a un livello alto di coscienza politica e capacità conflittuale, con le forze comuniste e anticapitaliste alla testa dei movimenti, Alba Dorata cresce in forza elettorale e “militare”, svolgendo quotidianamente una funzione di affiancamento delle forze di polizia, nei pogrom contro cittadini migranti e contro le lotte operaie e studentesche. In quella situazione i nazisti sono molto utili per una classe dominante in estrema difficoltà.

In Italia, nell’attuale congiuntura politica – caratterizzata dal voto bipartisan e dalla copertura sindacale CGIL/CISL/UIL alle politiche di massacro sociale del governo Monti, con una resistenza politica e sociale forte ma ancora insufficiente per destabilizzarne i piani – il blocco politico/economico dominante non ha bisogno di bombaroli e tagliagole, abbondantemente foraggiati e utilizzati contro il possente movimento operaio e studentesco degli anni ’70 del secolo scorso. Di fronte ad un’impasse che per l’estrema destra italiana dura da qualche tempo, i vari gruppi nazi fascisti locali mettono in campo il loro repertorio più triviale, tentando così di imporsi nello scenario politico nazionale, uccidendo lavoratori migranti inermi nel centro di Firenze, con incursioni e i pestaggi di giovani studenti nelle scuole romane, con raccapriccianti gazzarre contro i bambini, com’è successo a Pontedera.

Così, come negli anni ’20 del secolo scorso, l’estrema destra scalpita per tornare a svolgere il ruolo di feroce strumento militare al servizio del grande padronato. In una situazione politico/economica molto instabile come quella che stiamo vivendo queste organizzazioni rappresentano un pericolo molto serio, contro i movimenti sociali, i lavoratori, gli immigrati, le lotte contro il capitalismo.

Oggi come ieri, occorre tenere alta la guardia contro fascisti e nazisti, con i quali i comunisti e gli antifascisti dovranno tornare a fare i conti, con ogni mezzo necessario, per ricondurli da dove talvolta riemergono: le fogne della storia.

Chiudere i covi fascisti, a Pontedera e in ogni città.

Rete dei Comunisti – Pisa

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