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Samer Issawi libero il 6 marzo?

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Manifestazione oggi al Bit (Borsa Internazionale di Milano) per la liberazione di Samer issawi e di tutti i prigionieri palestinesi. Guarda il video:
http://www.facebook.com/photo.php?v=214197432053881

“Liberate Samer Issawi”. Su questa parola d’ordine il mondo dell’associazionismo solidale con il popolo palestinese torna a mobilitarsi in questi giorni in Italia e non solo. Per oggi pomeriggio la Comunità Palestinese di Roma e del Lazio ha dato appuntamento dalle 17.00 alle 19.00 per una Sit in sotto la sede della Croce Rossa in via Toscana 6. Sabato pomeriggio si terranno invece dei Sit in a Milano (ore 17.00 in piazza Duca d’Aosta) e Torino (ore 10.30 via Montebello angolo via Verdi). Martedì scorso invece si è tenuta una manifestazione a Parigi ed in altre città francesi. Samir Issawi, 34 anni, è stato arrestato una prima volta dalle forze di occupazione israeliane nel 2002 e condannato a 30 anni per possesso di armi e partecipazione all’attività di un gruppo militare. Rilasciato nell’ottobre del 2011 nell’ambito dello scambio di prigionieri tra Hamas e Israele (il cosiddetto accordo Shalit), è stato di nuovo arrestato il 7 luglio 2012 a un posto di blocco militare nella zona di Gerusalemme. Portato al centro di detenzione di Moscobiyya, è stato interrogato per 28 giorni, per i primi 23 dei quali senza poter contattare il suo avvocato. In seguito, è stato trasferito nel carcere di Nafha, nel deserto del Negev. Il 1° agosto, di fronte al rifiuto delle autorità militari israeliane di rendere noti i motivi dell’arresto, ha iniziato lo sciopero della fame. Dall’inizio dello sciopero della fame Issawi ha trascorso la maggior parte del tempo nella clinica del carcere di Ramleh, salvo assistere all’udienza del 18 dicembre ed essere trasferito diverse volte in ospedali civili per per essere sottoposto a esami clinici urgenti. Secondo quanto riferito dal suo avvocato, nelle ultime settimane la salute di Issawi si è deteriorata rapidamente: il 31 gennaio pesava 47 chili. Il personale medico della clinica di Ramleh ha reso noto che potrebbe morire presto.

In una lettera ricevuta dai familiari il 14 febbraio scorso Samer Issawi ha assicurato che il suo sciopero proseguirà “fino alla libertà o al martirio”. Al-Issawi ha sottolineato come la sua libertà “è tutt’uno con quella del popolo palestinese”, aggiungendo che la sua non è una causa personale, bensì “è la causa di tutta la nazione”.

Qui di seguito la lettera inviata da Samer Issawi nella quale spiega la sua determinazione ad andare avanti nello sciopero della fame: http://www.forumpalestina.org/news/2013/Febbraio13/18-02-13LetteraIssawi.htm

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