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Roma. Negata elezione a consigliere comunale di SEL

Andrea Alzetta (Tarzan) rimarrà fuori dal Consiglio Comunale


Andrea Alzetta, più conosciuto nei movimenti come Tarzan, ex consigliere comunale di Roma in Action, rieletto consigliere nell’ultima tornata elettorale nelle liste di Sel, rimarrà fuori dall’aula Giulio Cesare per “incandidabilità accertata”. A stabilirlo, è stato l’ufficio elettorale centrale che ha proclamato il nuovo consiglio comunale della Capitale dopo le ultime elezioni. Andrea Alzetta, che ha ottenuto 1700 preferenze, è stato dichiarato “non proclamabile”,sulla base del decreto legislativo 235/2012 articoli 12 comma 4 e 10 lettera E approvato dal governo Monti sulla spinta delle “critiche alla casta”. In aula, al posto del militante di Action, subentrerà Imma Battaglia.

La legge approvato lo scorso anno, che ha fatto felici i sostenitori del giustizialismo tout court e senza raziocinio prevede che non sono eleggibili: “coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva ad una pena non inferiore a due anni di reclusione per delitto non colposo”.

Nel caso di Andrea Alzetta, l’unica condanna in via definitiva risale al 1996 per degli scontri avvenuti nel centro di Roma nel 1990 in occasione della strage di palestinesi avvenuta sulla spianata delle moschee Al Aqsa. La condanna, per violenze aggravate, era di due anni con pena sospesa. Sulla base di questo Andrea Alzetta sostiene gli uffici stanno seguendo è “una interpretazione forzata della legge”, perchè il Tuel parla di condanne superiori ai due anni. E lo stesso sarebbe se “facessero riferimento al decreto legge 235/2012, articoli 10 e 12”, dunque presenterà ricorso.
Secondo Luigi Nieri, anche lui neo consigliere comunale di Sel: “Si tratta di una legge ingiusta perchè porta ad escludere dalle istituzioni alcuni protagonisti delle lotte sociali per reati che non possono destare allarme e che non vanno confusi con fattispecie più gravi come la corruzione e la concussione. Non ha senso, inoltre, l’esclusione perpetua dalle cariche pubbliche per reati commessi molti anni fa. Così si condannano gli individui a una marginalizzazione infinita e immotivata. Colgo dunque l’occasione per esprimere la mia vicinanza ad Andrea”.

Imma Battaglia, subentrata ad Andrea Alzetta e presidente Di’ Gay Project, si dice sdegnata: “Quando ci si schiera dalla parte dei più deboli, quando si conducono battaglie per i diritti, può accadere di infrangere le regole. Ma si tratta di imprese in nome della giustizia. Non possono certo addurre la stessa motivazione altre figure politiche colpevoli di reati ben più gravi, che tuttavia continuano a ricoprire alte cariche istituzionali. Ancora una volta le regole non sono uguali per tutti”. Poi il riferimento alla sua nomina al posto di Alzetta: “Mi impegnerò affinché Andrea Alzetta possa occupare il posto che merita in Consiglio comunale: non posso gioire all’idea di una nomina che inizia sotto questi auspici”.
Anche per Sandro Medici,  che era stato candidato sindaco alle scorse elezioni con la lista Repubblica Romana d dunque in competizione con SEL e Alzetta che sostenevano Marino, questa vicenda “ha tutta l’aria di essere una ritorsione politica” ha commentato. “Non è un rigurgito burocratico-amministrativo, tanto zelante quanto tardivo, è una vicenda che puzza di rappresaglia contro i movimenti per il diritto alla casa”. Poi ha aggiunto: “Com’è possibile interdire solo oggi, a elezione avvenuta, l’ingresso a un consigliere che per legge allora non avrebbe potuto neanche candidarsi, e che per di più nei cinque anni precedenti ha ricoperto quello stesso ruolo, senza che nessuno abbia ritenuto di sollevare alcunché?”
Solidarietà ad Andrea Alzetta è arrivata anche dalla USB. “Con grande stupore abbiamo appreso  dell’incandidabilità del Consigliere Andrea Alzetta, detto Tarzan, accertata dall’Ufficio Elettorale Centrale in applicazione di una recente norma di legge”, dichiara Guido Lutrario, della Confederazione provinciale dell’USB Roma. “Stupisce che la campagna moralizzatrice e le leggi conseguenti si applichino solo nei confronti di chi, come Andrea, è sempre stato dalla parte delle lotte sociali, per il diritto all’abitare o per contrastare la precarietà lavorativa – continua il rappresentante della USB – e non intervenga invece nei confronti di soggetti politici condannati per reati di tutt’altra natura, reati che contraddicono la funzione stessa di rappresentante dei cittadini”. “Chi si batte contro le ingiustizie, chi difende gli ultimi, non può esser condannato due volte – evidenzia Lutrario  – la prima come attivista, la seconda nel non poter rappresentare nelle sedi istituzionali voci ed interessi che così rimangono definitivamente esclusi”. “Ad Andrea va la nostra totale solidarietà ed il sostegno di tutta l’organizzazione sindacale unitamente all’auspicio di rivederlo, combattivo come sempre, sugli scranni dell’Aula Giulio Cesare”, conclude il rappresentante dell’USB.

Una cosa è certa, questa vicenda – al di là delle zelanterie burocratiche – indica che la pulizia etnica sul piano politico sta arrivando anche quelle zone di intersezione tra movimenti sociali e istituzioni. Niente rappresentanza a chi fa conflitto sociale…. ce lo chiede l’Europa, anzi ce lo comanda!

 

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