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Iva e Imu restano come sono. Il governo toglie la maschera

Non è un caso naturalmente, ma il Bollettino mensile della Bce – diffuso ieri e di cui abbiamo dato notizia – non ha lasciato alcun margine per interpretare “espansivamente” il diktat della Troika. Sono quindi svanti in un attimo sia i ragionamenti sui “margini” che avrebbe teoricamente concesso la chiusura della “procedura di infrazione” aperta a suo tempo dalla Ue, sia quelle (più realistiche) sul minore esborso per interessi derivante dal raffreddamento dello spread.L’aumento dell’Iva a fine giugno (dal 21 al 22%) era stato deciso da Monti, a meno che non fossero stati trovati tagli (o “risorse”, ovvero nuove tasse dal gettito certo) per evitarlo. Saccomanni è stato ieri tranchant: quelle risorse non solo non ci sono, ma non sono neppure “rinvenibili”. Nemmeno a cercarle sul serio, insomma, verrebbero trovate.
Un pugno in faccia a quei settori imprenditoriali – piccola impresa, e soprattutto commercio – che speravano di avitare una nuova stretta sui consumi e quindi sugli affari connessi. Ma soprattutto è un pugno in faccia ai redditi più bassi, da lavoro dipendente o da pensione, per i quali ogni aumento dei prezzo si traduce in stringere di più la cinghia.
Sul piano politico, invece, si tratta di una dimostrazione palese di come anche questo governo sia di fatto svincolato dagli equilibri nazionali. Lo stesso Pdl berlusconiano, che tanto continua a strepitare per “la restituzione dell’Imu” e un po’ meno per il congelamento dell’Iva, si berrà tutto quel che c’è da bere sperando di poterlo capitalizzare sul piano elettorale in un imprecisato futuro. Ma quanto sia lontano questo futuro lo sapremo – tutti – soltanto in autunno: dopo le elezioni tedesche (22 settembre) e quindi dopo la sentenza della Corte costituzionale di Karlsruhe sul “programma Omt” della Bce.
Fino a lì, tutto bene…

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Saccomanni: Iva-Imu da 8 mld. Servono tagli di spesa severi al momento non rinvenibili


Più vicino l’aumento Iva a luglio. Il governo, spiega il ministro delle Finanze Fabrizio Saccomanni, «sta lavorando alla riduzione della pressione fiscale su consumi e proprietà immobiliare», e alla «quantificazione globale delle esigenze di finanziamento per centrare questi obiettivi», ma il peggioramento degli ultimi dati sull’economia rendono difficile sciogliere la riserva sull’aumento dal 21 al 22% dell’imposta. L’aumento, ancora possibile, provocherebbe «effetti negativi» sull’economia, ma, ricorda il ministro, «anche il reperimento di risorse di copertura» di un eventuale taglio può avere conseguenze pesanti per la ripresa. I margini di manovra sono minimi: l’eliminazione completa dell’Imu costerebbe 4 miliardi di euro, e altrettanto il blocca dell’aumento i un punto dell’Iva, cifre che per il ministro «fanno ipotizzare interventi compensativi di estrema severità che al momento non sono rinvenibili».

Allo studio anche rinvio di tre mesi per valutare congiuntura
Tra le alternative allo studio – spiega il ministro in Aula al Senato rispondendo ad interrogazioni – «ci sono l’eliminazione di 1 punto di aumento che implica la necessità di trovare 2 miliardi di euro e un finanziamento di 4 miliardi per ciasduno degli anni successivi. Sono all’esame anche possibilità di rinviarla di 3 mesi o di un periodo di tempo più lungo che consenta di guardare con più chiarezza all’evoluzione della situazione economica».

Riforma tassazione sugli immobili, Governo rispetterà termine 31 agosto
Altro tema della seduta, il rinvio della rata estiva dell’Imu e la parallela riforma della tassazione sugli immobili. Il ministro, in replica alle interrogazioni, ha garantito innanzitutto il rispetto dei tempi fissati dal decreto Imu, ovvero il 31 agosto, per l’adozione dei nuovi criteri. «Il nostro – ha sottolineato Saccomanni – è stato sì un rinvio, ma meditato, Il riordino riguarderà sia Imu che Tares, ed è chiaro che porremo attenzione alla situazione delle imprese e dell’Imu sui capannoni industriali. La possibilità di detrarre Imu dal reddito di impresa è una ipotesi che stiamo valutando. La misura di rinvio può essere considerato un anestetico temporaneo, ma stiamo lavorando sul riassetto».

Imu, l’extragettito c’è stato, ma non è disponibile nessun “tesoretto”
Il ministro ha poi escluso la possibilità di poter contare su un “tesoretto” di risorse inattese grazie all’extragettito garantito dall’Imu. Al 14 marzo 2013, ha spiegato il ministro, il gettito Imu era pari a 23 mld e 790 milioni di euro, di cui 20 mld dovuti per Imu su aliquota base, cui si aggiungono altri 3 miliardi e 462 milioni per effetto di manovre dei Comuni sulle aliquote locali. Molto più di quanto preventivato, ha ammesso il titolare dell’Economia, «cosa che ci ha permesso di uscire dalla procedura di infrazione Ue». Ma l’extra gettito, sottolinea, «è confluito nelle entrate generali dello Stato, che però sono calate per effetto della recessione del 2,4%».

Debiti Pa residui tra i 20 e i 30 mld, entro settembre il dato completo
L’operazione trasparenza del ministro tocca anche il capitolo dei debiti della Pa, stimabili in 80-90 miliardi di euro. «Se si toglie questo probabilmente l’importo, oltre i 40 miliardi già previsti, il residuo dovrebbe esssere nell’ordine di 20-30 miliardi», anche se una ricognizione analitica é in corso sarà completata entro il 15 settembre, contestualmente all Legge di stabilità.

da IlSole24Ore

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