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Napoli. Contestazione sotto la residenza di Napolitano

Contestazione e manifestazione pacifica oggi a Napoli da parte di una quindicina di manifestanti dei movimenti della Terra dei Fuochi in via Posillipo, all’incrocio con via Russo, strada che conduce a villa Rosebery. Si tratta di un luogo non casuale, è infatti la residenza dove soggiorna dal primo gennaio il Presidente della Repubblica Napolitano.
I manifestanti hanno acceso torce ed innalzano croci di legno. Una donna ha un cartello con foto di morti di tumore contratto nelle aree inquinate dai rifiuti con su scritto: “Ecco perchè non sei il nostro presidente”.
I manifestanti hanno tentato poco fa di raggiungere Villa Rosebery, dove è il Presidente Napolitano in soggiorno privato, ma sono stati fermati dalla polizia. Il gruppo si è incamminato lungo via Ferdinando Russo, la discesa che dà accesso alla residenza presidenziale, ma è stato raggiunto poco dopo dagli agenti della Digos e ricondotto in via Posillipo.
Una delegazione di rappresentanti dei movimenti ha chiesto – senza successo – di poter raggiungere villa Rosebery, la tradizionale residenza del capo dello Stato durante le feste natalizie. Impossibilitati a proseguire la “marcia”, i rappresentanti dei comitati hanno posizionato lungo il marciapiede i simboli della loro protesta.
Il gruppo di manifestanti della «Terra dei Fuochi» voleva consegnare al presidente della Repubblica un dossier di 54 pagine, corredato da foto, sui danni provocati all’ambiente nell’entroterra tra Napoli e Caserta e nel quartiere napoletano di Pianura, qui uno dei manifestanti, residente a Pianura, dove era stata aperta una discarica «legale» di rifiuti, ha detto ai giornalisti di essere in possesso di documentazione sugli sversamenti di materiali tossici nel cratere «Senga». 
“Volevamo spiegare al Capo dello Stato i motivi del risentimento nei suoi confronti”, hanno detto. “La nostra non è una manifestazione – hanno detto – siamo solo cittadini che vogliono consegnare documenti al presidente della Repubblica”.

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