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Raid fascista contro l’Ardita San Paolo, pestati giocatori e tifosi

“Durante la partita di oggi abbiamo subito un’aggressione sugli spalti da parte di persone a volto coperte e armate di spranghe e bastoni. Questi fatti ci lasciano attoniti in quanto non comprendiamo le motivazioni alla base di tale gesto.
Questa è la terza stagione che ci vede protagonisti all’interno dei campionati federali, nei quali abbiamo sempre riscosso un notevole successo in termini di partecipazione e consenso dimostratoci anche dalle società calcistiche incontrate sul nostro cammino.
In conclusione, questo attacco è da considerarsi rivolto non soltanto a noi bensì a tutte le società che promuovono un modello differente di sport e a tutte quelle realtà sociali che operano nei territori di Roma e limitrofi”. 

E’ quanto denunciano in un breve comunicato i componenti dell’Ardita San Paolo, squadra di calcio di terza categoria vittima di un’aggressione squadrista da parte di un gruppo di persone incappucciate ed armate nel corso della partita con gli avversari del Magliano Romano. Un’aggressione di matrice fascista e che nulla ha a che fare con lo sport assicurano alcuni dei presenti.

Perché l’Ardita San Paolo non è una squadra di calcio come le altre, ma ha un netto carattere antifascista e di sinistra, nata tre anni fa nell’omonimo quartiere romano con l’ambizioso obiettivo di riavvicinare lo sport a valori di sano agonismo non solo sportivo ma anche sociale e popolare.

L’aggressione è avvenuta in mattinata poco dopo l’inizio della partita, da parte di alcune decine di persone che hanno fatto irruzione sul campo di gioco, a Magliano, con il volto coperto e armati di manici di piccone e spranghe. Il pestaggio è stato inaspettato, improvviso e violento: sei i tifosi dell’Ardita finiti in ospedale, uno con codice rosso al nosocomio di Monterotondo e cinque con codice giallo, tutti feriti alla testa o con arti rotti. 

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