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Bologna. Contestarono ministro Madia. Accusati di associazione a delinquere

Ieri, al rettorato dell’università di Bologna, si è tenuta una conferenza stampa “per respingere al mittente le grottesche accuse della Procura- spiega Hobo- dopo la contestazione alla ministra Madia” avvenuta venerdì scorso nel capoluogo emiliano. Dopo il blitz dei collettivi impegnati nella campagna  #Iononlavorogratis, infatti, da parte della magistratura si è avanzata l’ipotesi di contestare l’associazione a delinquere. “Continueremo a lottare per mandarli tutti a casa”, e’ la promessa dei collettivi, che durante la conferenza stampa hanno anche proiettato il filmato di quanto avvenuto venerdì davanti alla Spisa. Dice la ragazza di Hobo ferita al polso da una manganellata. “Fa sorridere l’associazione a delinquere. Siamo nel paese di Mafia Capitale e nella Regione dove si rubano i soldi dei cittadini per comprare sex toys. Io studio a Giurisprudenza, pago le tasse universitarie e quel giorno mi e’ stato proibito di entrare”.

Sono “gravi e offensive le accuse di teppismo” da parte del sindaco Virginio Merola, dichiara un altro manifestante: “Tutte le cose che facciamo le facciamo alla luce del sole. Chi sono i veri delinquenti? In questo paese c’e’ una corruzione strutturale”.Da parte di Tpo e Labas si parla di “dichiarazioni pericolose” da parte della Procura, che denotato una palese “criminalizzazione del dissenso”. Aggiunge Ross@: “In questa citta’ non si sa piu’ chi sia il sindaco, il questore e il procuratore”.   Il dibattito su legalità e illegalità? “O la legalita’ e’ giustizia sociale o facciamo cose illegali per ottenerla”, dice ancora Ross@.

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