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Roma. Oggi in piazza contro il bilancio comunale “lacrime e sangue”

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Ci saranno anche i lavoratori della Cooperativa 29 Giugno in piazza oggi, per la manifestazione cittadina indetta da un vasto arco di forze sociali e sindacali, riunite nella coalizione #Romanonsivende. I lavoratori delle cooperative finite nell’inchiesta su Mafia Capitale, sono un pò l’emblema della situazione di emergenza che sta vivendo la Capitale. Nei prossimi giorni infatti l’Assemblea capitolina sarà chiamata ad approvare il bilancio previsionale 2015 di Roma Capitale, licenziato dalla Giunta il 30 dicembre.
Un bilancio che, se approvato, metterà in ginocchio la città con tagli dei servizi, aumento delle tariffe, privatizzazioni e svendita del patrimonio pubblico, per la gioia di pochi speculatori privati. Mai come questa volta i numeri nascondono un disegno politico ben chiaro.
Una manovra economica figlia di una serie di politiche di austerità e di un “Piano di rientro”, compresso da 3 anni ad 1 anno, che scaricano il peso dei tagli sempre sulle fasce sociali più deboli, mettendo in vendita beni e servizi della collettività, senza peraltro intaccare il famoso “debito” del Comune, ma solo per coprire le spese correnti e ritrovarci, tra qualche anno, più poveri di prima.

A fronte degli ulteriori tagli previsti dal nuovo bilancio la qualità dei servizi non potrà che peggiorare. I lavoratori della 29 Giugno e l’USB ribadiscono la necessità di interrompere il business sulla pelle degli ultimi – che siamo migranti, senza fissa dimora, donne con bambino od altri utenti – e rivendicano una revisione della politica di esternalizzazione e privatizzazione dei servizi essenziali per la collettività, che ha prodotto solo lauti profitti ai privati, corruzione e servizi scadenti. Chiedono trasparenza nella gestione, contratto a tempo indeterminato per tutte e tutti, un corretto inquadramento del personale ed organico adeguato. Le Amministrazioni, compresa  Roma Capitale, insieme ad altri committenti, hanno  finanziato le cooperative del gruppo 29 Giugno con servizi affidati spesso senza gara. Roma Capitale deve ora assumersi la responsabilità politica e pratica dei posti di lavoro, dei servizi agli utenti e degli stipendi dei lavoratori.  

Ma in piazza ci saranno anche i lavoratori della Città Metropolitana, la nuova struttura frutto delle riforme istituzionali abbattutesi sul paese. Infatti anche l’USB Città Metropolitana di Roma Capitale aderisce alla manifestazione cittadina oggi contro il Sindaco Marino “La gestione della Città Metropolitana di Roma Capitale del Sindaco Metropolitano Marino è già fallimentare in partenza” afferma in un nota l’Usb, “Non ha mantenuto nessuno dei punti pattuiti con le organizzazioni sindacali durante l’incontro del 24 dicembre 2014. Non si è svolto il Consiglio Metropolitano straordinario per il salario accessorio dei dipendenti della città Metropolitana; Non si è costituito un tavolo comune con la Regione Lazio per il riordino delle funzioni non fondamentali; Non ha assegnato le deleghe ai consiglieri metropolitani, bloccando di fatto l’attività del nostro Ente”.

In piazza ci saranno i Comitati per l’Acqua Pubblica impegnati contro l’ulteriore privatizzazione dell’Acea, le reti sociali dii resistenza sui territori, i lavoratori delle aziende municipalizzate in via di privatizzazione, movimenti politici come Ross@, partiti come il Prc. Nelle ultime settimane è venuta crescendo – anche nell’ambito sindacale e dei movimenti sociali – la richiesta esplicita di dimissioni della giunta comunale guidata da Marino. Le soluzioni alternative alla messa sul mercato dell’intera città che il Comune intende realizzare, ci sono ed è possibile praticarle. Per farlo è però necessario unire intelligenze e percorsi nel respingere il bilancio previsionale 2015 così come attualmente formulato, con la capacità di costruire insieme un’alternativa e una nuova possibilità per la città.

L’appuntamento è per oggi alle 15.00 al Colosseo per un corteo che arriverà fino in Campidoglio dove è prevista la riunione della Giunta comunale.

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