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L’Europa che si riarma, di droni

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Il complesso militare-industriale europeo segna un’altra tappa nella sua competizione a tutto campo con quello statunitense. I ministri della Difesa di Italia, Francia e Germania hanno infatti sottoscritto a Bruxelles l’intesa per lo sviluppo congiunto di un drone europeo entro il 2025, nome in codice Male 2020 (Sic!). Per conto del governo italiano la lettera d’intenti è stata sottoscritta dalla ministra della Difesa Roberta Pinotti.
L’intesa siglata a Bruxelles dà continuità alle conclusioni del Consiglio Europeo relativamente allo sviluppo di un sistema europeo a media altitudine e lungo raggio a pilotaggio remoto (European MALE RPAS ‘Euro-Drone’). “I recenti impegni nei teatri operativi e nelle crisi politiche ed umanitarie ai nostri confini – si legge in una nota congiunta di Italia, Francia e Germania – hanno dimostrato un forte bisogno di un sistema aereo a pilotaggio remoto con autonomia d’uso e supporto”. “Dopo una proposta comune delle industrie delle tre nazioni presentata nel 2014, e al fine di rispettare l’obiettivo temporaneo fissato dal Consiglio Europeo, i ministri della Difesa francese, tedesco e italiano – prosegue la nota – hanno ora dichiarato la loro comune intenzione di condurre uno studio di definizione al fine di preparare la fase di sviluppo di un ‘euro-drone’. Lo scopo principale dello studio che dovrebbe durare circa due anni è la determinazione di un pacchetto comune di requisiti operativi con relativa progettazione preliminare che risponda a chiari obiettivi in termini di performance, tempi e costi ed individuare i futuri rischi nel campo dello sviluppo. Una volta operativo nel 2025, il sistema eseguirà operazioni di ricognizione, di sorveglianza e di riconoscimento a lunga distanza con una grande varietà di carico utile”.

Nella nota congiunta sottoscritta dai governi di Italia, Francia e Germania, viene affermato di essere “favorevoli ad accogliere l’entrata di altre nazioni europee in questo grande progetto per le fasi di sviluppo facendo leva sul sostegno dell’EDA” (Agenzia Europea della Difesa, ndr). Attraverso questo programma, i tre Paesi che hanno sottoscritto oggi l’intesa “rafforzeranno la cooperazione europea nel settore della difesa” e promuoveranno un’industria europea più competitiva nel settore strategico, ossia tecnologia con finalità militari e aereospaziali. La guerra è ormai una componente della politica estera europea.

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