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Roma . Militari Rambo nella metro. Denunciato un altro episodio

 

L’articolo di denuncia del nostro giornale sull’improprio intervento dei militari alla stazione della Metro B di Rebibbia che ha poi portato all’arresto di un ventenne “reo” di non aver fatto il biglietto (il processo si farà il prossimo 4 aprile), sembra aver rotto la cappa di silenzio intorno ad un cambiamento di clima e al ruolo delle pattuglie di militari armati messi di presidio nelle stazioni della metropolitana e in altri punti sensibili della città.

Un lettore ci segnala un caso avvenuto due giorni fa alla fermata della metro B di Policlinico. Anche qui un ragazzo arriva di corsa per prendere la metro (scenario del tutto consueto) ma viene intercettato e placcato piuttosto brutalmente da un militare armato. Un infermiere del Policlinico presente interviene per depotenziare la “rudezza” del soldato al quale cade il mitra, una volta recuperata l’arma la punta verso l’infermiere minacciandolo con le parole “adesso ti sparo”. L’invito a procedere per fortuna è rimasto senza esito. Un medico del Policlinico presente, rimasto indignato dell’accaduto ha prodotto un esposto presso il posto di polizia dell’ospedale segnalando l’episodio.

Due episodi in pochi giorni possono non essere più una coincidenza. Si può pensare che la “noia” di un servizio di piantone continuato, nei militari chiamati a fare un lavoro non loro, produca la voglia di rompere la routine, magari per dare un senso ad un compito di vigilanza privo di emozioni; si può pensare ad un eccesso di zelo. Ma si può pensare anche che il clima di guerra che ormai si vive da giorni alla vigilia del nuovo intervento militare in Libia stia producendo una psicosi o regole di ingaggio più estese di intervento da parte dei soldati.

Fatto sta che quanto sta accadendo con il pattugliamento armato dei militari nelle stazioni non promette nulla di buono e prima poi può accadere qualcosa di grave sul quale è bene dirsi sin da ora come stanno le cose. E forse è il caso che i ministri dell’Interno e della Difesa vengano a riferire in Parlamento sui risultati e il senso di una militarizzazione crescente delle stazioni della metropolitana. Non è un dettaglio ricordare che una stazione è un luogo dove transitano migliaia di persone e non è un ambasciata o un ministero. Richiedono un atteggiamento e una lucidità ben diverse dal piantonamento di obiettivi istituzionali assai meno frequentati dalla gente comune. Il mimetismo di un attentatore male si attaglia ai barboni, ai ragazzi o ai mendicanti che sembrano essere diventati i “target” principali di questa militarizzazione capillare. Tenere soldati armati in luoghi così frequentati, se questi sono i sintomi, difficilmente possono produrre senso di sicurezza, al contrario. Prima lo si comprende meglio è.

 Vedi anche:

http://contropiano.org/malapolizia/item/35239-militari-rambo-anche-in-sicilia-contro-i-no-muos

http://contropiano.org/politica/item/35224-roma-militare-rambo-semina-il-panico-nella-metropolitana-arrestato-un-ragazzo

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