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Ancora morti nelle ferrovie

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Apprendiamo con dolore e rabbia della morte sul lavoro di Vincenzo Viola, operaio di 33 anni rimasto folgorato la scorsa notte nelle officine di Trenitalia “ Gianturco “ di Napoli, mentre faceva manutenzione su un treno Eurostar. Si continua a morire sul lavoro anche nelle più grandi realtà industriali del Paese come le società del Gruppo FSI.

Anni di smantellamento del potenziale produttivo e di politiche di disoccupazione nelle ferrovie hanno prodotto un generalizzato arretramento delle condizioni di tutela e diritti per i lavoratori, in particolare per la sicurezza sul lavoro.

Pochi giorni fa abbiamo ascoltato il ministro Delrio annunciare con soddisfazione lo stanziamento di 300 mln di euro per il miglioramento della sicurezza ferroviaria dopo lo scontro frontale dei due treni in Puglia, dove sono morte 23 persone: bene, anzi benino, anzi …

A parte il gioco dei numeri per cui all’indomani della strage di Corato lo stesso Delrio aveva annunciato la messa a disposizione di 1,8 mld di euro per la messa in sicurezza delle linee regionali (ci sono ancora? quando, come e dove verranno impiegati?), quello che il ministro, insieme a tutta la dirigenza politica e imprenditoriale del Paese, sembra ignorare è proprio lo scadimento delle condizioni di lavoro nei settori dell’esercizio ferroviario, dove, checché ne dicano i grandi sponsor delle super tecnologie, il fattore umano resta di primaria garanzia per la sicurezza della circolazione e sul lavoro: non sono tutti pronti del resto questi signori a parlare di errore umano quando si muore sui posti di lavoro o addirittura si arriva alle stragi come quella di Corato o di Viareggio, di Piacenza o di Crevalcore?

Eppure i ferrovieri organizzati in USB e nel sindacato di base sono impegnati da anni nella denuncia della gravità delle loro condizioni di lavoro: lotte e scioperi contro turni di impiego insopportabili, aumento del lavoro notturno e straordinario, diminuzione dei riposi giornalieri e settimanali, diminuzione costante e progressiva dei posti di lavoro; in breve contro le politiche di privatizzazione e di appalto delle attività che incidono negativamente e direttamente sulle condizioni di sicurezza sul lavoro.

Solo pochi giorni fa una nostra delegazione di ferrovieri ha incontrato i responsabili dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria (ANSF), esponendo precisamente gli elementi di questa gravissima situazione organizzativa dei settori dell’esercizio ferroviario, sentendosi rispondere che anche la stessa ANSF soffre la carenza di personale ispettivo; ancora pochi giorni prima la stessa nostra delegazione aveva incontrato una rappresentanza del Ministero dei Trasporti, in occasione di uno sciopero del settore Manutenzione Infrastrutture di Roma, proprio in relazione alle tematiche della sicurezza e delle condizioni di lavoro dei ferrovieri.

Ecco dunque come l’ennesima morte di un lavoratore può dirsi annunciata, e come è inaccettabile il protrarsi della mancata presa di responsabilità dell’attuale quadro politico-manageriale verso le reali condizioni di sicurezza nelle ferrovie.

Ecco perché Unione Sindacale di Base è pronta a intensificare lo stato di conflittualità dei ferrovieri contro le politiche di privatizzazione e di attacco alle condizioni di lavoro nelle ferrovie, per un trasporto ferroviario sicuro per i lavoratori e per i viaggiatori.

USB a nome di tutti i suoi iscritti esprime il più sincero cordoglio ai familiari di Vincenzo Viola e a tutti i lavoratori delle ferrovie.

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