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Scoperta una “cyber fogna”. Spioni e spiati eccellenti

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cyberspioni

Una inchiesta della polizia postale ha messo le mani su un database con oltre 18.327 username catalogati in 122 categorie, tra cui dossier su politici, affari, massoni. Ci sono anche migliaia di file cifrati che polizia e magistrati proveranno ad aprire superando le protezioni poste. I server in cui i due amministratori della società Westland Security, i fratelli Occhioneri, avevano immagazzinato le informazioni raccolte, sono stati sequestrati negli Stati Uniti dall'Fbi su richiesta delle autorità italiane. Verrà chiesto l'accesso al contenuto tramite una rogatoria internazionale per capire con esattezza quanti e quali dati sono stati rubati ed il reale giro d'interessi degli Occhionero.

A Giulio Occhionero, 45 anni, e alla sorella Francesca Maria, 49 anni, vengono contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, l'accesso abusivo a sistema informatico aggravato e intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche. Secondo l'accusa, da alcuni anni, almeno dal 2012, avrebbero infettato i computer delle loro vittime con il malware denominato Eyepiramid per sottrarre informazioni.

Confermati i legami di Giulio Occhionero "con gli ambienti della massoneria italiana. Risulta membro della loggia 'Paolo Ungari – Nicola Ricciotti Pensiero e Azione' di Roma, della quale in passato ha ricoperto il ruolo di maestro venerabile, parte delle logge di Grande Oriente d'Italia".

Il magistrato "ritiene che l'interesse che Giulio Occhionero nutre nei confronti dei suoi fratelli massoni possa essere legato a giochi di potere all'interno del Grande Oriente d'Italia come d'altra parte testimoniato dal tenore di alcune conversazioni oggetto di captazione". Tra i personaggi "hackerati" da Occhionero risultano elementi di vertice della massoneria italiana", compreso il Gran Maestro Stefano Bisi, oltre a membri di logge del Grande Oriente del Lazio. Ci sono poi indizi che erano stati raccolti in altre inchieste (quella sulla Loggia P4) i quali lasciano intendere che la vicenda di spionaggio “non sia un'isolata iniziativa dei due fratelli ma che, al contrario, si collochi in un più ampio contesto dove più soggetti operano nel settore della politica e della finanza secondo le modalità adottate da Giulio e Francesca Maria Occhionero”.

In serata è stato rimosso il Capo della Polizia Postale, Roberto Di Legami, su decisione del Capo della Polizia Gabrielli (una lunga esperienza nella Digos e nel Sisde) perchè non aveva informato dell'inchiesta in corso il suo superiore. Una modalità questa che lascia aperti diversi interrogativi.

Da una prima valutazione emergono poi altri due aspetti inquietanti.Il primo è la dimensione internazionale della rogna. “Stavolta, se si riveleranno vere le ipotesi dell’accusa, si salta addirittura al piano internazionale, con i dati sensibili rubati al presidente della Banca centrale europea e la rete estera su cui potevano contare gli indagati” scrive sul Corriere della Sera un conoscitore della materia come Giovanni Bianconi, “Ma il male, e il malessere conseguente, resta principalmente italiano. Anche il principale quotidiano economico, il Sole 24 Ore, dedica oggi alla vicenda un preoccupatissimo editoriale evidenziando come si ha l'impressione di essere di fronte ad una spy story di primo livello. Francesca Maria Occhionero, ad esempio, era una consulente del governo statunitense.

Il secondo aspetto rileva invece la totale vulnerabilità delle istituzioni pubbliche rispetto ai soggetti privati, anche in campi sensibili come questo. In un recente vertice al Ministero della Giustizia, i capi delle procure di tutta Italia hanno nuovamente denunciato il fatto. Il procuratore di Roma ha definito “prassi non corretta e pericolosa da superare con urgenza” l'aver scoperto che le ditte private fornitrici dei server attraverso i quali nelle Procure vengono svolte le intercettazioni, “possono accedere da remoto, automaticamente e senza autorizzazione, a tutte le intercettazioni affidate alle medesime ditte, conservando sia i dati di traffico sia le registrazioni, e così di fatto realizzando una sorta di server parallelo”. Insomma anche le inchieste più delicate sono di fatto spiabili o utilizzabili per fini diversi, da soggetti privati ai quali viene affidata la gestione dei sistemi informatici.

Occorrerà seguirà con estrema attenzione lo sviluppo dell'inchiesta, soprattutto stando attenti alla strategia delle mille piste che occultano quella giusta, come troppo spesso accaduto in passato.

 

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