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Sole24Ore, la finanza in redazione è vestita da guardia

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I “moralizzatori” sotto inchiesta, perquisiti per quella che a tutti gli effetti può essere definita una mezza truffa.

Succede al Sole24Ore, primo giornale economico italiano, e probabilmente anche il miglior giornale di questo paese. Zeppo di giornalisti davvero competenti, capaci di riportare le notizie per quel che sono. Soprattutto in materia di economia e finanza, con grandi momenti anche nella politica estera.

Purtroppo proprietà (Confindustria) e amministratori sono un po’ meno rispettosi delle regole dello Stato e soprattutto sono finiti in rosso fisso, perdendo oltre 50 milioni solo negli ultimi sei mesi (dati della relazione semestrale obbligatoria per tutte le aziende quotate in borsa). Non proprio un successo per chi esercita il ruolo di maestro dell’informazione economica e finanziaria, distribuendo pagelle a destra e a manca su come andrebbero gestiti i conti pubblici, le aziende a partecipazione statale o comunque pubblica.

E stamattina la vergogna deve aver avvolto come un drappo rosso la sede centrale, quando la Guardia di finanza si è presentata per eseguire le perquisizioni ordinate dal magistrato nei confronti di Benito Benedini (ex presidente del Gruppo editoriale), Donatella Treu (ex amministratore delegato), e l’attuale direttore Roberto Napoletano. Il reato contestato dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale è false comunicazioni sociali. Altri dirigenti del gruppo, o di società collegate, sono invece indagati per appropriazione indebita. Come un funzionario pubblico qualsiasi…

Al centro dell’indagine la società Di Source Limited, sospettata di avr gonfiato le cifre degli abbonamenti online per poter mantenere un alto livello di prezzi per gli spazi pubblicitari (nell’editoria l’appetibilità di un media per l’advertising è ovviamente dipendente dalla sua diffusione). Indagati in questo filone dell’inchiesta l'ex direttore dell'area digitale del gruppo, Stefano Quintarelli, (ora deputato di Scelta Civica), suo fratello Giovanni, Massimo Arioli (l'ex direttore finanziario), Alberti Biella (ex direttore dell'area vendite), Filippo Beltramini, Stefano Poretti (commercialista).

La crisi generale dell’editoria ha coinvolto pesantemente anche un giornale molto specializzato, rivolto a un pubblico fatto prevalentemente di imprenditori, professionisti, studiosi di economia e dintorni. Il valore delle azioni oggi segna una una perdita del 95 per cento del valore rispetto a sette anni fa.

I dati di diffusione – anche secondo alcuni giornalisti del quotidiano – sarebbero stati falsificati almeno a partire dal 2012. Oltre 100mila abbonamenti digitali fasulli sarebbero stati “sottoscritti” da società riconducibili a manager ed ex manager del gruppo.

Un caso da manuale della distanza che può intercorrere tra la capacità di predicare e quella di razzolare…

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