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Manifestazioni e no

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Oggi, a Roma, la Piattaforma Eurostop, la Rete dei Comunisti, i movimenti anticapitalisti, varie formazioni comuniste (Pci, Prc, ecc) i centri sociali, la sinistra antagonista, insieme ai lavoratori di Ilva, Alitalia e di tanti settori colpiti da migliaia di licenziamenti; insieme ai lavoratori migranti in lotta per i diritti più elementari, ai lavoratori pubblici, ai vigili del fuoco, ai militanti Notav, ai giovani precari, agli studenti e ad altre realtà in lotta, hanno organizzato una grande manifestazione nazionale, partita alle 14,00 da Piazza Vittorio.

Una manifestazione contro le politiche di austerità adottate, ormai, da circa dieci anni, da tutti i governi italiani, per assolvere ai patti ed ai memorandum imposti dall’Unione Europea e dalla Troika, su materie quali finanza, banche, trattati commerciali, fiscalità, politica monetaria, immigrazione.

Memorandum e trattati che trovano la logica sintesi in quel Fiscal Compact, adottato in Costituzione, che grava come una tagliola sul destino delle classi più deboli. Ma anche una manifestazione contro quel Decreto Minniti sulla repressione del dissenso che sta facendo ripiombare l’Italia ai tempi dell’immediato dopoguerra, quando la Polizia di Scelba usava il manganello, i lacrimogeni e i fucili per soffocare nel sangue, con metodo fascista, ogni sciopero e manifestazione operaia o del bracciantato; o ai tempi della Legge Reale, del Teorema Calogero e di tutta la legislazione speciale e di emergenza, varata, nel nostro paese, negli anni ’70, per combattere non solo l’insurrezione armata per il comunismo che, in quegli anni, attraversava la penisola, in risposta al clima intimidatorio e golpista che, le forze reazionarie e di destra avevano creato per scongiurare il pericolo rosso; ma soprattutto per mette a tacere qualunque voce di dissenso che si levasse, da sinistra, contro la congiuntura economica negativa, i blocchi salariali, la deindustrializzazione, i licenziamenti di massa, la compressione dei diritti della classe operaia, la crisi petrolifera.

Una fase storica che vide, tra l’altro, alleati nel contrastare quel movimento rivoluzionario, con simile mano ferma e violenta, PCI e DC, impegnati nella formulazione e attuazione di quel Compromesso Storico tanto vergognoso quanto costruito, almeno da parte del Partito Comunista, sulla pelle dei lavoratori e degli studenti che avrebbero dovuto costituire il suo naturale blocco sociale di riferimento.

Un compromesso di cui, ancora oggi, paghiamo le conseguenze. Un compromesso di cui sono figli il PD al governo ed il suo Ministro degli Interni, Marco Minniti.

Oggi come allora, le politiche liberiste, neoliberiste, di austerità, di macelleria sociale, di repressione le hanno pagate e le pagano la classe lavoratrice e gli strati sociali più deboli. Oggi come allora, il governo e lo stato liberal-borghese, le forze dell’ordine, la stampa, sono impegnate a criminalizzare, reprimere, zittire ogni voce critica. E, difatti, l’intera stampa nazionale, non ha dato notizia dello sciopero. L’imperativo è, evidentemente, oscurare la manifestazione! In linea con la politica del dicastero guidato da Minniti.

Dunque, per l’informazione mainstream tutta, oggi, a Roma, c’è stata una sola manifestazione. Quella ipocrita “marcia per la legalità” organizzata da una sindaca, la Raggi, incapace di governare un tessuto sociale denso di contraddizioni come quello romano, e dal suo Movimento 5 Stelle di cui, molti appartenenti simpatizzano proprio per quella Casa Pound e per quel fascismo del terzo millennio che, ad Ostia, stringe ambigui legami con settori della criminalità organizzata, affondando il territorio ostiense nel degrado e nello sfacelo.

I fari e le telecamere sono tutti puntati lì, a dimostrazione del fatto, qualora ce ne fosse bisogno, che la stampa e i giornalisti di regime non sono vittime ma complici della marginalità e della violenza che attanagliano Ostia e una parte dei suoi abitanti.

In conclusione, ci sono manifestazioni utili e manifestazioni dannose

Manifestazioni economiche e manifestazioni antieconomiche. Eurostop rientra, inequivocabilmente, nel secondo gruppo. Quindi, non merita attenzione. Meritano attenzione, invece, Casa Pound e il clan Spada. Fanno audience, profitto e portano voti.

Meno male che ad Ostia, oggi, si presentava il nuovo libro di Barbara Balzerani “L’ho sempre saputo”. Un vero presidio militante ed antifascista, in mezzo allo spettacolo del nulla.

 

Foto di Patrizia Cortellessa

 

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