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Verso il #16dicembre, prime provocazioni

La democrazia parlamentare e la retorica dei diritti umani sembra non servire più a un potere delegittimato e a un sistema economico in crisi. L’ennesima riprova arriva stamattina con un allucinante lancio dell’agenzia Ansa, quella istituzionale, che fa di fatto fa da format per i giornali e le televisioni di ogni ordine e grado:

(ANSA) – ROMA, 11 DIC – Roma si prepara al corteo nazionale di sabato pro-immigrati. Alla manifestazione “Diritti senza confini”, che partirà da piazza della Repubblica e sfilerà per il centro storico, aderiscono dall’Usb alla Coalizione Internazionale Sans-Papiers, ai movimenti per i diritti all’abitare. Le misure di sicurezza verranno messe a punto nei prossimi giorni in un tavolo tecnico in Questura. Secondo quanto si è appreso la Questura teme che possano esserci infiltrati violenti provenienti anche da altre città. Al corteo sono attese circa 15mila persone.

La manifestazione di sabato sarà molto più grande e sarà completamente pacifica. E’ una mobilitazione per la conquista di diritti di cittadinanza e sociali da parte di una quota rilevante della popolazione – i migranti – che vive in questo paese, ci lavora nelle condizioni peggiori possibili, paga le tasse (almeno quando viene retribuita in chiaro, perché sono gli “imprenditori” a trattenerle alla fonte, in busta paga), ma non si vede riconoscere i diritti elementari.

Quella di sabato sarà una marcia simile a quella di Selma, in Alabama, il 7 marzo 1965, quando circa 600 attivisti neri che lottavano per il diritto di voto (pur avendo la cittadinanza i neri non potevano votare, tra le altre cose) furono attaccati dalla polizia mentre attraversavano l’Edmund Pettus bridge.

E a quanto pare alla questura di Roma qualcuno pensa di accentuare la similitudine cominciando a spargere “allarmi” ovviamente anonimi, che preparano un clima da “barbari alle porte”, spianando il terreno per le sparate di un Salvini o dei suoi amici fascisti.

E’ di fatto una provocazione, che prova una volta di più a mettere in secondo piano – nel sistema mediatico – il merito alla base della mobilitazione, buttando in prima pagina la più vecchia delle fake news di regime: i black bloc, gli “infiltrati” e via mentendo…

A nostra memoria, nelle manifestazioni di massa, gli “infiltrati” sono in genere agenti di polizia (carabinieri, finanzieri, servizi segreti, ecc), spesso fotografati en travesti, veri black bloc che nessuno si è mai sognato di invitare.

Di fatto, questo lancio di agenzia preannuncia che in piazza ci saranno degli “infiltrati” che solo la polizia conosce e che non proverà neanche a fermare. Istruttivo, no?

Al contrario, come verrà spiegato nella conferenza stampa di stamattina – alla Stampa Estera, non in qualche “covo” – la preparazione della mobilitazione prosegue con una partecipazione crescente, superiore ad ogni più rosea aspettativa, da ogni angolo di questo disgraziato paese.

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